X Factor 9, ultime Audizioni. Skin: "Ho detto sì dopo il mio divorzio"

Stasera la terza e ultima puntata di Audizioni per X Factor 9. Skin a Vanity Fair: «Ho detto sì al talent dopo il divorzio. Diritti alle coppie gay, l'Italia è pronta»

Stasera "X Factor" arriva all'appuntamento con le ultime Audizioni. A partire dalle 21.10 su Sky Uno assisteremo al terzo gruppo di ragazzi che salirà sul palco per esibirsi per la prima volta davanti alla giuria composta da Mika, Fedez, Elio e Skin. I quattro devono cercare i talenti esplosivi da portare ai Bootcamp, il nuovo obiettivo per chi supera questa fase iniziale dei casting: dopo le prime due puntate piene di esibizioni più o meno "memorabili", hanno solo un'ultima chance per arricchire la schiera di chi passa al prossimo livello. Secondo le anticipazioni fornite dalla produzione, questa sera assisteremo a provini in cui al centro sarà la musica arricchita dall'originalità dei concorrenti: alcuni eseguiranno i propri bizzarri inediti, altri i singoli di maggior successo dei giudici. Nelle puntate del 1° e 8 ottobre, chi ha ricevuto almeno tre "sì" alle Audizioni dovrà affrontare i Bootcamp, dai quali emergeranno solo in 24: questi andranno alle Home Visit del 15 ottobre, dove verrà stilata la lista definitiva dei dodici concorrenti della nuova edizione di "X Factor".

Intanto è ancora il fenomeno Skin a far discutere. Dopo l'exploit social della prima puntata, adesso la leader degli Skunk Anansie conquista la cover di Vanity Fair. La rocker racconta di aver accettato di entrare nel cast del nostro "X Factor" dopo la fine del matrimonio con la sua produttrice, l'americana Christiana Wyly: «Da quando è successo ho cominciato a dire sì alle cose. Dire sì mi ha fatta sentire come la fenice che risorge dalle ceneri: tutta la mia vita era per aria, distrutta, bruciata, ma sono rinata. Quindi ho detto sì a "X Factor" per sfidare me stessa: avevo bisogno di qualcosa di emotivamente intenso e l’ho trovato». Skin spiega che per lei «vedere i ragazzi che cantano sul palco è terapeutico ed emozionante: mi ricorda quando ho cominciato io, e la strada che ho fatto».

Poi dice la sua sulla politica italiana, in particolare sul tema delle unioni civili tra persone dello stesso sesso: «I tempi sono maturi perché anche l’Italia salga sulla barca su cui sta salendo tutto il mondo. Capisco che avere qui la Chiesa renda le cose più complicate, ma questo cambiamento deve avvenire. Non capisco - aggiunge - che cosa ci sia di pericoloso: ci sono ancora abbastanza eterosessuali al mondo perché la razza umana non si estingua. E se ci estingueremo sarà per quello che stiamo facendo all’ambiente, non certo per colpa dei gay». E ancora: «L’Italia dovrà cambiare se vuole continuare a essere vista come un Paese progredito. E anche la Chiesa deve evolversi, i ragazzini sentono le opinioni sui gay, sulle donne e pensano: è allucinante. E si allontanano dalla fede».