Brexit, ripercussioni sul calcio. Così cambia la Premier League

La Brexit rischia di sconvolgere la Premier League. Le nuove regole vincoleranno i club inglesi, Cr7, ad esempio, non avrebbe potuto giocare nello United

La Brexit potrebbe avere effetti catastrofici sul calcio inglese. Non è un caso che nei giorni scorsi il presidente della Premier League, Richard Scudamore, si fosse espresso a favore della permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea. "Il nostro campionato è aperto a tutto e a tutti", aveva detto. "Tutti i club sono per restare nell’Unione Europea". Peccato che i loro tifosi non fossero dello stesso pensiero.

La Premier League, la lega che organizza l'omonimo campionato, e la FA, la federazione calcistica inglese, non sanno ancora dire quali potranno essere le conseguenze della Brexit. Le cassandre però predicono perdite milionarie che si ripercuoteranno sulla qualità dello spettocolo. "Lasciare l'Ue avrà conseguenze molto più importanti di quanto la gente possa pensare", ha detto l'agente Rachel Anderson alla Bbc.

Alcune saranno immediate, altre saranno graduali. Quella più evidente è che quasi la metà dei calciatori che giocano in Premier League diventeranno irregolari quando verrà formalizzata l'uscita del Regno Unito dall'Ue. I giocatori con passaporto europeo oggi beneficiano infatti del principio della libera circolazione. Se l'uscita dall'Unione Europea scattassse subito, i club inglesi sarebbero costretti a richiedere il permesso di lavoro per tutti i tesserati. Le regole però sono abbastanza restrittive, tant'è che, secondo un calcolo fatto dalla BBC, più di 100 giocatori che attualmente giocano in Premier sarebbero costretti a fare le valigie.

Lo stesso sarebbe successo anche per Cristiano Ronaldo, Eric Cantona e Thierry Henry che non avrebbero mai potuto giocare in Premier se le regole fossero state queste. La Premier ha un paio di anni per adeguarsi al nuovo contesto ed evitare catastrofi.

Altro punto problematico riguarderà l'articolo 19 della Fifa che vieta il trasferimento di giocatori minorenni. Il limite infatti non si applica sui giocatori di età compresa tra i 16 e i 18 anni che si muovono all'interno dell'Unione Europea. Ciò significa che le squadre inglesi non potranno più fare incetta di giovani talenti italiani, francesi e spagnoli. Pogba e Fabregas, per intenderci, non sarebbero mai andati a giocare in Inghilterra con queste regole.

La Brexit influenzerà anche il calciomercato

La conseguenza più immediata però influenzerà il calciomercato. Dopo la Brexit la sterlina è crollata. I club inglesi quindi dovranno sborsare delle cifre più alte per acquistare giocatori dai club dell'eurozona. Il sito Goal.com ha calcolato che a fronte di una valutazione di 160 milioni di euro, un club inglese potrebbe acquistare Paul Pogba dalla Juventus per 143 milioni di sterline. Prima della Brexit sarebbero stati 113.