De Laurentiis prende il Bari, contestazione a Napoli

Il presidente azzurro conquista il titolo sportivo in Puglia ma in città c'è aria di contestazione. Ironia social e striscioni contro la società: "Finalmente, è una vita che Bari"

Alla fine l’ha spuntata Aurelio De Laurentiis. La proposta presentata dal presidente del Napoli ha convinto il sindaco di Bari, Antonio Decaro, che ha scelto di affidare il titolo sportivo della città alla società, Ssc Bari, riferibile alla Filmauro del produttore cinematografico.

L’annuncio è arrivato nella serata di ieri, quella di De Laurentiis è stata vincente tra le undici iniziative presentate nell’ambito del bando pubblico promosso dalla giunta comunale dopo il drammatico fallimento del Fc Bari 1908. Il progetto del patron azzurro ha avuto ragione di quello presentato dal presidente della Lazio e copatron della Salernitana Claudio Lotito, è stato preferito a quello presentato, quasi a fari spenti, dal presidente del Genoa Enrico Preziosi e all’iniziativa di imprenditori locali dell’Asd Bari 1908 che avrebbe contato sull’apporto tecnico del presidente del Torino, Urbano Cairo. Bruciata, infine, tra le altre, la concorrenza di Alessio Sundas, già noto per aver presentato – tempo fa – una proposta d’acquisto per la Fiorentina, di imprenditori marchigiani, e quella di un consorzio che avrebbe contato sull’aiuto di due magnati indonesiani.

Un successo che, però, ha fatto storcere il naso ai tifosi del Napoli. Non è solo questione di rivalità sportiva che, tra gli azzurri campani e i biancorossi pugliesi, è sempre viva. Ai sostenitori napoletani non è andato giù che De Laurentiis, invece di mettere a segno qualche colpo di calciomercato per rafforzare la squadra, abbia deciso di spendere risorse in altre piazze. Per di più in una fieramente "avversaria".

Le rimostranze e gli sfottò sul web hanno solo anticipato la protesta dei tifosi che, nella notte, hanno appeso nei pressi dello stadio San Paolo e lungo le strade del centro città diversi striscioni di contestazione nei confronti del presidente. Tra rabbia e ironia, i messaggi degli ultras alla dirigenza e al produttore sono chiarissimi: “Finalmente! È una vita che Bari” oppure “Adl, non solo Bari ma anche altre società: basta che vai via dalla nostra città”.

De Laurentiis, però, non se n'è fatto un cruccio. E anzi s'è dichiarato poco sorpreso dall'iniziativa dei tifosi e a Radio Kiss Kiss ha spiegato che "Curva A e Curva B fanno da anni il loro mestiere e non sono allineate alla nostra visione di calcio universale e imprenditoriale. La libertà d'espressione va sempre garantita, quindi che continuassero a contestare".