Phelps d'argento ma contento. Ledecky vince l'oro con record

Sfuma il pokerissimo e soprattutto l'oro olimpico numero 23 in carriera. Lo Squalo di Baltimora, all'ultima gara di sempre ai Giochi, si fa beffare nei 100 farfalla da Joseph Schooling

Quattro medaglie d'oro di fila per Michael, ultimo sigillo nei 200 misti di giovedì. Ma era nella notte appena trascorsa che ci si aspettava la cinquina. Vuoi perché era la sua ultima gara individuale, visto che per dopo Rio ha annunciato ritiro, definitivo, e matrimonio. Vuoi perché i farfalla sono i suoi, vuoi perché aveva già vinto i 200 e questi erano i 100 e a lui i 100 piacciono tanto. Vuoi perché sembrava inarrestabile la sua corsa, la sua olimpiade vissuta come ritorno e anche come saluto allo sport. Vuoi per tante cose ma qui nessuno si aspettava che avrebbe perso. Secondo. Beffato, e anche bene dal singaporegno Joseph Schooling, 50''39, da ragazzino fan dello squalo e ora eroe nazionale visto che ha regalato al suo Paese il primo oro della storia. Per il ragazzo anche record olimpico (precedente primato 50''58). Michelone secondo a pari merito con il terzo e il quarto in 51''14, ovvero il sudafricano Chad Le Clos e l'ungherese Laszlo Cseh e questa parata di medaglie d'argento sullo stesso gradino sa di onore delle armi e saluto con battito di tacchi dei grandi del nuoto al più grande di sempre.

Per un Phelps che toppa e che oggi proverà a cercare il quinto oro ma insieme con gli altri della staffetta mista, c'è però un'altra americana, la nuova Phelps, Katie Ledecky, che non solo non sbaglia, ma mantiene la promessa: doveva essere record del mondo e record è stato. Negli 800 stile. Il muro di 8'06''68 abbattuto simpaticamente e senza tanti tormenti di un paio di secondi (8'04''79).

E oggi tocca anche a Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti nei 1500. I due ragazzi allenati da Stefano Morini non hanno avuto problemi ad afferrare la finale. Gregorio ha vinto comodamente e per distacco la propria. Gabriele, alle prese con tutti i migliori dell'anno nella propria batteria, a cominciare da quel Mack Horton campione olimpico nei 400 stile, ha chiuso terzo. “Non vedevo l'ora di iniziare” ha confidato Greg. “Finalmente ho rotto il ghiaccio, non ne potevo più di aspettare. Fin qui mi sono goduto questa olimpiade, non ho avvertito pressione, non ci ho pensato e non ci penso”. Come a ribadire quanto raccontato alla vigilia dell'olimpiade proprio al Giornale: “Fidatevi di me, so che cosa fare”. Appuntamento a stanotte.