Il sessismo "al contrario" della Bbc: calcio commentato da sole donne

La tv pubblica britannica ha affidato il commento dei Mondiali di calcio femminile a un team di sole donne. La moglie dell'attaccante Vardy protesta: "E la parità dei sessi?". Ma a contare dovrebbe essere solo la competenza

Periodicamente, in Italia, si ripropone il tema delle quote rosa. Non solo in politica, ma anche nelle cabine di commento del calcio. Di recente, l'ex calciatore Fulvio Collovati è finito nella bufera per avere detto che "una donna che parla di tattica mi fa venire il voltastomaco". Critiche a non finire, scuse del diretto interessato e sospensione di 15 giorni dagli schermi Rai. In questi giorni, il pubblico italiano è in solluccheri per la nazionale femminile di calcio che ha debuttato al Mondiale di Francia con una preziosa vittoria contro l'Australia. La telecronaca della partita è stata affidata a due voci femminili: la giornalista Tiziana Alla e l'ex giocatrice Patrizia Panico.

Ancora meglio ha fatto la Bbc, che ha optato per una squadra formata da quattro donne. Uno smacco per il tifoso medio inglese, non da meno di quello italiano nel pensare che il football sia una matter esclusivamente maschile. Non sono mancate le critiche. Ma a sorprendere più di ogni altra cosa è stata la presa di posizione della moglie dell'attaccante della nazionale inglese Jamie Vardy, Rebekan Vardy, che su Instagram si è lamentata pubblicamente: "Che ne è stato della parità?", ha osservato la ragazza.

Apriti cielo. Come racconta Libero, la donna è stata travolta da un'ondata di commenti negativi. Come si permette di criticare? Anzi, dovrebbe essere contenta. Disturbata dalle critiche ricevute, Rebekan Vardy ha precisato di supportare le donne. "Ma gli uomini devono essere più coinvolti nel calcio femminile per portarlo dove deve e merita di stare", ha detto. Insomma, un caso di sessismo al contrario. Sessismo di cui non se ne può più, da una parte e dall'altra. Le quote, che siano azzurre o rosa, non vanno bene. In tutti i campi dell'agire umano e sociale, dovrebbe essere la competenza a essere premiata. E non il sesso riportato sulla carta d'identità. Proprio come ha fatto la Rai affidando la telecronaca a due donne. Alla faccia della parità di genere. E dei presunti atti di sessismo.