Lo spot anti monnezza sommerso dai rifiuti

Nel giorno in cui l’assessore al Turismo Velardi affigge i poster di "Napoli pulita", in città salta la raccolta dei sacchetti. Sulla strada restano oltre mille tonnellate di spazzatura

Napoli - I manifesti anti-monnezza soffocati dalla monnezza. Esattamente mille tonnellate. L’ennesima montagna di rifiuti si è abbattuta ieri sullo sfortunato Claudio Velardi, proprio nel giorno il cui lui stesso, assessore al Turismo della Regione Campania, ha lanciato sulla stampa nazionale una «campagna simpatia» per buttare definitivamente nel cestino lo stereotipo della Napoli versione discarica a cielo aperto.

Ma mentre su alcuni quotidiani italiani apparivano i manifesti che pubblichiamo in questa pagina, Napoli si svegliava con mille tonnellate di sacchetti di plastica abbandonati sui marciapiedi. Si tratta praticamente della spazzatura prodotta in un giorno dai cittadini e non raccolta dalle strade a causa di un guasto agli impianti di smaltimento di Giugliano e Caivano. Risultato: lo slogan pubblicitario lanciato per «ripulire» l’immagine della città, si è trasformato in un boomerang che ha riportato al mittente ben mille tonnellate di spazzatura. Il tutto con buona pace per l’«aggressiva campagna di comunicazione» a base di poster «provocatori» con una foto effetto-cartolina sormontata dalla domanda «Monnezza a chi?». La risposta è nella parte bassa dell’immagine: «Guarda cosa butti se non vieni a Napoli». Infine una torrenziale didascalia in corpo 5, simile ai «bugiardini» che accompagnano le medicine: «Se credi ai luoghi comuni, Napoli non fa per te. Napoli è un luogo unico al mondo, insieme carnale e aristocratico, ventre antico di una civiltà millenaria e crocevia dell’arte di tutti i tempi. Se vieni adesso, trovi quello che non ti fanno vedere: bellezze naturali e artistiche senza paragoni, vicoli pulsanti di vita, un artigianato antico sempre capace di superare se stesso, le specialità della cucina, il calore degli abitanti, un clima straordinario, musei che testimoniano tutte le epoche e anche quella che verrà».

Un milione e mezzo sono stati investiti per i manifesti che, da Sud a Nord, copriranno i muri d’Italia e per quelli che verranno affissi negli aeroporti internazionali e delle città straniere che hanno un buon flusso turistico diretto verso le «bellezze campane».
Ma Velardi non si demoralizza, anzi rilancia: «I mega poster, 6 metri per 3, stampati per l’estero, riporteranno titoli originali di giornali stranieri su sfondi tipici partenopei. Ma da quelle immagini scomparirà la parola rifiuti, che sarà sostituita da espressioni che esaltano le eccellenze locali». In un manifesto, ad esempio, si vede una foto di piazza del Plebiscito con su la scritta «Napoli nella morsa... dell’arte». Diversa la campagna per l’Italia, che Velardi definisce «provocatoria ma con leggerezza»: «Con queste campagne non vogliamo rimuovere il problema che abbiamo di fronte, ma contrastiamo chi si ostina a descrivere Napoli come una città piegata dai rifiuti. I manifesti serviranno inoltre a preparare la stagione estiva e il lungo ponte del 25 aprile e del primo maggio giudicato decisivo dagli operatori del settore».

Velardi, per esaltare la bontà del suo operato, ha coniato un esperanto dallo slang anglo-turistico: «All’inizio della mia avventura, un mese fa, si avvertivano solo gli allarmi per l’emergenza rifiuti. Di qui le prime essenziali misure: il pacchetto di Easy Napoli per incentivare da subito l’incoming, le azioni di comarketing con grandi tour operator stranieri, una road map nella regione per conoscere da vicino persone e stato delle cose». Intanto oggi ripartono i treni Ecolog: trasporteranno in Germania 900 tonnellate di immondizia al giorno. Si prevedono ancora molti viaggi.