«Le stagioni di Giacomo» un Rigoni Stern sull’onda della memoria

Viviana Persiani

Oggi, in balìa di una nevrotica frenesia, sempre alla rincorsa di qualcosa, cercando di anticipare anche il ticchettìo delle lancette, è importante conoscere l'unità del tempo che scorre, di quel tempo che spesso ci passa davanti senza che noi ce ne accorgiamo. Ecco perché Carlo Presotto, in collaborazione con Titino Carrara, prendendo in mano il romanzo di Mario Rigoni Stern Le stagioni di Giacomo, ne ha elaborato una lettura che possa insegnare alla platea l'importanza del trascorrere del tempo e della memoria. In scena questa sera al Teatro di Verdura, lo spettacolo dipinge le diverse «stagioni della vita dell'autore». «Dall'infanzia, all'adolescenza, fino alle sue esperienze durante la campagna di Russia - racconta Carlo Precotto, nei panni anche del protagonista, al fianco di Paola Rossi e Patricia Zanco - la messinscena parla dello scorrere di una vita, fino al termine delle sue stagioni».
Chi è Giacomo?
«Pur essendo autobiografico, il testo è stato scritto compiendo un'operazione di estraneamento: Rigoni Stern, infatti, parla del suo amico di banco della terza elementare, Giacomo. Spesso la memoria trasforma il soggetto del quale si parla, così io, ho assunto, attraverso il libro, il passato di un autore restituendolo ai ragazzi ma anche agli adulti».
Come ha operato per la messinscena?
«Abbiamo compiuto un lavoro dettagliato e faticoso, cercando di ricostruire le vicende presenti del romanzo di Rigoni Stern. Così, per due anni, siamo andati a mangiare i cibi di cui si nutrivano i personaggi, a visitare luoghi descritti nelle pagine de “Le Stagioni di Giacomo”. Con l'aiuto di Massimo Marangoni, antropologo che si occupa dell'altopiano d'Asiago, studioso di tutte le trasformazioni della zona, delle varie fasi di adattamento dell'uomo che vive in questa zona montuosa, abbiamo raccolto una serie di oggetti originali che riportano la mente al passato. Lo spettacolo, così nasce da una simbiosi di antichità, di passato e memoria, con elementi moderni e di elevata tecnologia: sfruttando la tecnica del teleracconto, in scena verranno proiettate delle immagini che alludono, metaforicamente, per similitudine, ad altro».
Ad esempio?
«I bossoli dei proiettili, ad esempio, rappresentano una batteria di cannoni».