Standard&Poor's declassa Francia e ItaliaTrema tutta l'Ue (salva solo la Germania)

<p>Standard&Poor’s taglia il rating di mezza Europa. Francia e Austria perdono la tripla A. Sarkozy nel panico assicura: "Non è una catastrofe". Bocciata anche l'Italia, nel mirino ci sono anche la Spagna e il Portogallo. Per il momento l'agenzia americana risparmia solo Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Ad Atene salta l'accordo sulla ristrutturazione del debito greco: trattative sospese. Le Borse del Vecchio Continente chiudono in forte ribasso. La maglia nera va a Piazza Affari: l’Ftse Mib scivola dell’1,2%. In mattinata assegnati tutti i Btp con scadenza a tre anni in offerta: calano i rendimenti. Dopo essere sceso fino a un minimo di 460 punti, lo spread torna sopra quota 500. <a href="http://www.traderlink.it/quotazioni/spread.php?modo=grafico&alfa=TL.SPRD... target="_blank"><strong>Segui l'andamento del differenziale tra Btp e Bund</strong></a></p>

Una nuova tegola si abbatte sull'economia del Vecchio Continente. Adesso a finire nel mirino delle agenzie di rating è finita la Francia. Già da mesi si ventilava la possibilità di un abbassamento del rating d'oltralpe. Oggi pomeriggio Standard & Poor’s ha deciso di tagliare il rating della Francia e dell'Austria, che hanno perso la A, mentre ha risparmiato la Germania, il Belgio, i Paesi Bassi e il Lussemburgo. Anche la situazione in Italia resta preoccupante: l'agenzia ha infatti deciso di abbassarne il rating di due gradini. Nonostante siano stati assegnati durante l’asta di oggi tutti i 3 miliardi in offerta e il tasso dei Btp a tre anni, in scadenza a novembre 2014, sia calato al 4,83% dal 5,62% di fine dicembre, lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi è tornato a salire. Il differenziale ha superato la soglia dei 500 punti base, dopo aver toccato in apertura i 478 punti ed essere poi scesi a un minimo di 460 punti.

"L’agenzia di rating S&P ha abbassato il giudizio AAA della Francia", ha confermato, secondo quanto riportato da Le Figaro, una fonte del governo francese. Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha già fatto sapere che nelle prossime settimane prenderà "forti decisioni" per stimolare la crescita, l'occupazione e la competitività. "Non è una catastrofe", ha comunque commentato il ministro delle Finanze francese, Francois Baroin, spiegando che l'Eliseo era stat avvertito. "Ci sarà un nuovo piano di austerità ma il governo proporrà delle risolute riforme - ha aggiunto il ministro - il declassamento sta a significare che la Francia deve portare avanti e amplificare le riforme". Secondo il Financial Times, il declassamento per la Francia e l'Austria è di un gradino (da AAA a AA+), mentre la Germania, i Paesi Bassi e il Lussemburgo manterranno la tripla A (con outlook stabile). Stesso discorso per il Belgio. Trema anche l'Italia: il rating del Belpaese è stato, infatti, abbassato a BBB+. Secondo il quotidiano francese Les Echos, "altri Paesi saranno bocciati, a cominciare da Spagna e Portogallo".

Nel frattempo, anche dalla Grecia arrivano notizie cattive. L'Institute for International Finance (Iif) ha fatto sapere che le banche non sono riuscite a trovare un accordo sulla ristrutturazione del debito greco tanto che le trattative sono, per il momento, sospese. Il downgrade e la crisi greca hanno affossato sul finale le Borse del Vecchio Continente. Il Dax di Francoforte perde lo 0,58% a 6.143,08 punti, l’Ftse 100 di Londra cede lo 0,46% a 5.636,64 punti, il Cac 40 di Parigi lima uno 0,11% a 3.196,49 punti. Maglia nera a Piazza Affari, con l’Ftse Mib che scivola dell’1,2% a 15.011,09 punti. Si salva Madrid, che sulla scia del successo della maxi asta di bond di ieri, avanza dello 0,28%, con l’Ibex a 8.450,6 punti.

I tassi sono in calo su tutti e tre i titoli in asta. I Btp con scadenza ad agosto 2018 pagano il 5,75%: sono stati infatti venduti, come gli altri due titoli, per l'"intero ammontare offerto dal Tesoro pari a 971 miliardi". Stesso discorso per i titoli con scadenza a luglio 2014: il rendimento è al 4,29%. A fronte di una buona domanda e del calo dei rendimenti non si è, tuttavia, ripetuta la forte performance registrata ieri sui Bot che avevano visto i tassi dimezzarsi. "La domanda da parte degli investitori è stata pari a 1,22 volte l’offerta sul novembre 2014 a 1,61 volte l’offerta per l’agosto 2018 - spiega un operatore - più richiesto il luglio 2014, con una domanda del mercato pari a 2,28 volte quanto offerto dal Tesoro".

Nessun risultato benefico dall'asta dei Btp. Nel pomeriggio il differenziale tra Btp e Bund è, infatti, tornato sopra la soglia dei 500 punti base, toccando quota 501, in brusca accelerazione rispetto ai minimi toccati in mattinata a 461. Sale al 6,74% il rendimento del decennale italiano. Male anche la Borsa di Milano. Il Ftse Mib, arrivato a perdere fino al 2,5%, cede sul finale l’1,2% a 15.011 punti mentre l’All Share si ferma a -1%. Dopo una mattinata in buon rialzo piazza Affari ha invertito la rotta nel pomeriggio risentendo sia di nuove tensioni sul differenziale tra Btp e Bund sia della trimestrale di Jp Morgan e del conseguente calo di Wall Street. "Sul listino ne risente soprattutto il comparto bancario, con Mps in particolare difficoltà - spiega un operatore - riesce a conservare segno positivo, invece, Unicredit così come Mediobanca". Pesanti i titoli degli industriali e degli energetici, giù anche lusso e telecomunicazioni. Euforia nella galassia Ligresti per lo schema di accordo con Unipol.