Stop agli sfratti: i centri sociali fanno già litigare la giunta

L’assessore alla Casa aveva accettato il diktat degli autonomi fermando
gli sgomberi per 3 mesi. Il sindaco l’ha dovuta smentire

Contrordine compagni. Lo «stop agli sgomberi dalle case popolari fino a settembre» di due giorni fa? Tutto da rifare. Ieri pomeriggio il sindaco Pisapia ha richiamato il neoassessore alla Casa Lucia Castellano, per l’uscita in solitaria di lunedì pomeriggio. La promessa gridata a gran voce dall’ex direttrice del carcere modello di Bollate - «il Comune si impegna a fermare gli sgomberi delle case popolari fino a settembre» - agli autonomi dei centri sociali Cantiere e T28 e dei Comitati inquilini San Siro e Lotta per la casa e il territorio Ticinese Corvetto è stata quanto mai «improvvida» e «non concordata con nessuno».
Riavvolgiamo la pellicola: lunedì pomeriggio centri sociali e comitati hanno manifestato in piazza San Fedele mentre a Palazzo Marino si svolgeva la prima seduta del consiglio comunale. L’assessore alla Casa si è precipitata fuori dall’aula per incontrarli. Agli autonomi è bastato qualche striscione e un megafono per incassare la promessa.
Ieri Lucia Castellano ha ribadito il concetto e senza perdere tempo ha incontrato in serata il questore Alessandro Marangoni. Questa mattina sarà dal prefetto Gian Valerio Lombardi. Ordine del giorno: invitare le forze dell’ordine a fermare momentaneamente le operazioni. Il giro delle consultazioni si chiuderà martedì con l’incontro con il sindacato degli inquilini e Aler per avere un quadro completo della situazione: i centri sociali, per esempio, parlano di 5000 alloggi vuoti, un aumento degli sgomberi del 151% nell’ultimo anno e 20mila persone in graduatoria. «Non si gridi alla sanatoria e al buonismo - avverte Castellano - perché non sarà così. Non mi va bene che ci siano degli abusivi, non vogliamo mettere bambini in mezzo alla strada ma è necessario fare chiarezza. Ci siamo appena insediati, e io voglio capire come stanno esattamente le cose». Ora si tratta di fare il quadro della situazione: «Chiederò al presidente di Aler e al sindacato degli inquilini quante sono le case del Comune gestite da Aler, quanti alloggi sono sfitti e perché, quanti gli inquilini morosi, quanti gli abusivi. Ascolterò dal presidente cosa ha fatto Aler in questi anni, come mai e in che cosa la gestione non ha funzionato».
Peccato che il sindaco ieri pomeriggio non fosse affatto d’accordo non solo sull’uscita della Castellano bollata come «eccesso di entusiasmo», nè con il piano, che non rientra nelle priorità della giunta. Linea e priorità saranno chiarite lunedì in un incontro tra la capogruppo del Pd Carmela Rozza e il neoassessore richiamato all’ordine. «In campagna elettorale ci siamo impegnati in accordo con la Regione, che ha varato il nuovo regolamento - spiega Rozza - a regolarizzare gli abusivi amministrativi (gli inquilini finiti sotto la voce «abusivi» per una serie di intoppi burocratici, ndr), a verificare caso per caso la situazione di chi occupa per necessità - a questo proposito entro settembre sarà istituita la Commissione per le deroghe a regolamento e graduatorie - ma ad allontanare senza se e senza ma i deliquenti e così contineuremo a fare».