Storia di una chiesa in restauro per ricordare monsignor Boga

La chiesa di San Bartolomeo Apostolo di via Moscova è una delle più tradizionali del centro storico di Milano. Sorgeva anticamente presso il Naviglio, alla confluenza delle attuali vie Manzoni, Fatebenefratelli, piazza Cavour, Archi di Porta Nuova. La frequentarono due grandi ecclesiastici milanesi, San Carlo Borromeo e il cardinale Federico Borromeo, che la fecero ampliare e dotarono di opere d’arte. Particolarmente Federico, arcivescovo di Milano nel 1595, ch’era grande collezionista e fondò la Biblioteca Ambrosiana.
Fino al 1805 la chiesa, ch’era già allora parrocchia, veniva frequentata dalle più antiche famiglie ambrosiane, i cui nomi erano ricordati in lapidi all’interno del tempio: Bescapè, Bodio, Brivio, d’Adda, Fagnani, Lattuada, Meda, Melzi, Porta, Recalcati, Zanardi. C’era, tra l’altro, un monumento dedicato al nobile tirolese Carlo di Firmian, che fu ministro plenipotenziario di Maria Teresa d’Austria, la sovrana che fece costruire il Teatro alla Scala su disegno del Piermarini. Negli annali è ricordato un quadro del pittore Luca Muller, che nel 1683 fu donato dalla contessa Serbelloni.
C’è un episodio del Risorgimento che segna la storia di questa chiesa. Durante le Cinque Giornate di Milano (18-22 marzo 1848) un reparto dei soldati austriaci comandato da un certo tenente Wolf (il nome viene ricordato negli annali), sfondò la porta del tempio, alla ricerca di un patriota che si pensava vi si fosse rifugiato. Risultata vana la ricerca, un soldato salì nell’abitazione del parroco, ch’era un noto quarimalista, e lo uccise, forse perché il sacerdote s’era rifiutato di dare informazioni. Con l’unità d’Italia, nel 1861, durante i lavori di ristrutturazione urbanistica cui fu sottoposta la città, l’antico tempio venne inopinatamente abbattuto e fu deciso di ricostruirlo in via della Moscova, dov’è attualmente. Il progetto fu dell’architetto Maurizio Garavaglia, che ne curò particolarmente l’acustica, sicché oggi la chiesa viene scelta spesso come luogo per apprezzabili concerti.
Attualmente la chiesa è oggetto di lavori di ristrutturazione e restauri particolarmente costosi e i fedeli hanno costituito un comitato per raccolta di fondi.
Questa breve rievocazione della storia dell’antico tempio è appunto un omaggio del Giornale, in ricordo tra l’altro di un illustre sacerdote che fu anche docente, monsignor Boga, il parroco scomparso negli anni scorsi, sostituito dal giovane e attivissimo don Mario Artoni.