Storia d’immagini tra Oriente e Occidente

L’ultimo libro di Flavio Caroli «Arte d'oriente arte d'occidente. Per una storia delle immagini nell'era della globalità», edito da Electa, è stato presentato ieri sera allo Spazio Krizia. Si tratta di un viaggio affascinante nelle espressioni artistiche appartenenti a culture, civiltà, lingue molto complesse e diverse tra loro, nel tempo e nello spazio. L’autore risale alle origini del dialogo delle civiltà d'oriente e d'occidente; un dialogo, talora divenuto scontro, che ha radici antichissime. Esso dura da secoli, anzi millenni. Attraverso esempi mirati, Caroli traccia una mappa che evidenzia come le più grandi culture del pianeta siano nate su principi completamente diversi, e si siano in seguito evolute tendendo alle più alte realizzazioni del pensiero, per poi man mano avvicinarsi e incrociarsi tra loro. Partendo dall'impero romano d'occidente e d'oriente, l'analisi incontra l'Islam, la cultura ebraica, il buddismo delle origini e la sua diffusione in India, in Cina e in Giappone. Si sofferma sul Settecento che, con le mode orientaliste in Occidente e l'arrivo di Giuseppe Castiglione in Cina, vede il primo vero momento di scambio culturale tra i due mondi. Nell'Ottocento, con la diffusione delle immagini giapponesi in occidente e la contemporanea apertura dell'oriente verso ovest, gli incontri danno forma a un tessuto che si infittisce sempre più, fino ai giorni nostri e alle infinite occasioni di arricchimento per uno scambio ormai planetario.