Strade, autostrade, ferrovie: il Belpaese è ultimo in Europa

La Cgia di Mestre ha messo a confronto i dati su ferrovie, autostrade, strade e fiumi navigabili in rapporto alla popolazione dei principali paesi europei. L'Italia è quasi sempre fanalino di coda, nonostante l'alto livello della tassazione. Penalizzata l'economia

Milano - "Per infrastrutture siamo ultimi in Europa ed è uno dei principali motivi per cui gli investitori stranieri non vengono in Italia". A lanciare l'allarme è la Cgia di Mestre, che ha messo a confronto i chilometri di ferrovie, autostrade, strade statali e provinciali e di fiumi navigabili in rapporto alla popolazione dei principali paesi europei. Una comparazione dal risultato "desolante", commenta l’associazione in una nota, perché "l’Italia è quasi sempre in coda alla classifica".

Ferrovie Secondo l’analisi della Cgia, basata su dati Eurostat, per quanto riguarda le ferrovie, abbiamo 28 chilometri di strada ferrata ogni 100.000 abitanti. La Germania ne registra 43,4 chilometri, la Francia 51,1. A guidare la classifica l’Austria con 70 chilometri di ferrovie ogni 100.000 abitanti.

Autostrade E quando il confronto prende in esame come parametro di riferimento il numero di chilometri di autostrade ogni 100.000 abitanti, spiega la Cgia, le cose peggiorano. Nel nostro paese registriamo 11,4 chilometri, in Germania 14,6 e in Francia 16,7. La Spagna ne ha il doppio di noi: 23,8 chilometri ogni 100.000 abitanti.

Fiumi e canali navigabili La situazione precipita quando la comparazione si basa sul numero di chilometri di fiumi e canali navigabili. Mentre la Francia ne registra 13,9 ogni 100.000 abitanti, la Germania 9,1, il Belpaese solo 1,5.

Viabilità locale L’Italia si "salva" solo quando si prende in considerazione la viabilità locale: 278,2 i chilometri di strade statali e provinciali contro i 266,3 della Germania. La Francia, invece, ci surclassa ancora una volta con ben 629 chilometri ogni 100.000 abitanti.

Penalizzata l'economia "A preoccuparci - commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - non è solo il dato quantitativo messo in evidenza da questa analisi, ma anche il livello qualitativo delle nostre infrastrutture, che purtroppo penalizza oltre misura non solo i cittadini, ma soprattutto l’economia". Anche se le aziende riuscissero a fare un salto di qualità coniugando ricerca e innovazione, si chiede Bortolussi, "dove faremmo transitare le nostre merci?".

Tasse e spesa pubblica Infine, conclude il segretario della Cgia di Mestre, "paghiamo più tasse degli altri, ma abbiamo una spesa pubblica tra le più elevate d’Europa. Sicuramente, alla luce di questi dati, con il debito pubblico non abbiamo infrastrutturato il Paese".