Studenti fuori rotta: 4 su 10 pentiti della scuola scelta

Lo rivela uno studio di Almalaurea su 27.000 diplomati. E intanto Confindustria denuncia: alle aziende mancano 76.000 tecnici

Tra la scuola italiana e il mondo del lavoro c'è un rapporto perverso. Da una parte, dice il vice presidente di Confindustria Alberto Bombassei, alle aziende italiane mancano 76.000 tecnici, colpa anche della fuga degli studenti verso i licei, i cui iscritti hanno superato quelli delle scuole tecniche. Dall'altra, il numero dei tecnici sul totale degli occupati è salito dal 12 al 22 per cento, segno che le aziende, messe di fronte alla carenza di offerta, si sforzano di formare da sé le professionalità di cui hanno bisogno.
A completare questo quadro di contraddizioni ci sono i dati emersi da una ricerca di Almalaurea secondo cui quattro diplomati su dieci, se avessero a disposizione una macchina del tempo, tornerebbero indietro per scegliere una scuola diversa. Si chiude così il cerchio di un meccanismo che evidentemente non funziona: gli studenti sbagliano le scelte per il loro futuro e così facendo sottraggono acqua alle aziende. Per poi pentirsi.
A tracciare l'identikit dei diplomati 2009 è Almalaurea che oggi ha presentato a Firenze un'indagine che prende in considerazione 27.251 «maturi» dello scorso luglio di 245 scuole in tutta Italia. Vediamo punto per punto cosa emerge.
Nei licei studenti di estrazione borghese.
La presenza di diplomati con genitori in possesso di titoli di studio elevati è massima fra chi è uscito dal liceo, si riduce fra i tecnici ed è minima fra i professionali. Analogamente gli indirizzi liceali si caratterizzano per una forte presenza di studenti di estrazione borghese e una sottorappresentazione dei figli della classe operaia. Ma l'effetto del contesto familiare sul rendimento scolastico dei ragazzi è già evidente alle scuole medie: fra i diplomati nel 2009, il 42% dei ragazzi con almeno un genitore laureato aveva preso la licenza media con il giudizio di ottimo; questa percentuale si riduce al 28% fra i figli di genitori con al più il diploma e al 14% fra i figli di genitori con grado di istruzione inferiore. -
Apprezzati prof, meno le aule.
Nel complesso, i diplomati si dichiarano piuttosto soddisfatti della propria esperienza scolastica: 31 studenti su 100 sono decisamente soddisfatti e 51 su 100 moderatamente soddisfatti. Giudizi in generale favorevoli anche nei confronti degli insegnanti: il 79% dei diplomati è soddisfatto della loro competenza, il 73% della chiarezza espositiva, il 74% della disponibilità al dialogo e il 62% della loro capacità di valutazione. In questo scenario si osserva tuttavia che in ciascuno dei tre percorsi liceali (classico, scientifico e linguistico) quasi il 40% dei diplomati si sono dichiarati insoddisfatti della capacità di valutazione manifestata dagli insegnanti e più del 30% insoddisfatti della disponibilità al dialogo. Meno apprezzati sono risultati in generale i laboratori (56%) e, in particolare, le aule e l'organizzazione scolastica: in questo caso i giudizi positivi sono solo uno su due.
Quasi metà dei diplomati pentiti della scuola scelta.
Un elemento che sembra contrastare con la soddisfazione generalmente espressa dagli studenti è la proporzione dei diplomati che, se tornassero ai tempi dell'iscrizione alla scuola superiore, sceglierebbero un corso di studi diverso da quello che hanno appena concluso. Infatti i diplomati nel 2009 che confermerebbero la propria scelta superano la metà (54%), ma il 45% degli studenti cambierebbe: 9 su 100 ripeterebbero l'indirizzo ma in un'altra scuola; 9 sceglierebbero un diverso indirizzo della propria scuola e 27 cambierebbero sia scuola sia indirizzo.
Per liceali più compiti a casa e meno stage.
Il rapporto fra le ore di lezione e le ore di studio/compiti a casa varia a seconda dell'indirizzo di studio: dai corsi professionali, dove le lezioni in aula impegnano gli studenti per 41 ore alla settimana e lo studio a casa solo 7, agli indirizzi tecnici (35 ore contro 9), ai licei (31 ore contro 14). Dall'indagine emerge pure che quasi il 56% dei diplomati ha svolto uno stage previsto nei programmi scolastici, soprattutto nei professionali. Gli stage sono, invece, rari al liceo classico, linguistico, al tecnico agrario e all'istituto d'arte.