Studenti milanesi i più bulli d’Italia Nel mirino un compagno su due

Più casi alle elementari che alle medie. Vessazioni con sms e via Internet. Aperto uno sportello per aiutare le vittime

I ragazzi milanesi si sono guadagnati un record decisamente negativo. E di cui non avremmo certo sentito la mancanza. Sono i più bulli d’Italia, anche se per la verità superano di poco i loro coetanei delle altre città italiane. Se a Milano il 50,2% degli alunni delle scuole elementari sono vittime di atti di bullismo, nel resto del Paese la percentuale arriva tutt’al più al 50%. E per arginare questo fenomeno è stato aperto uno sportello anti-bullismo che è stato presentato ufficialmente ieri. Una presentazione che non riguarda però soltanto la nostra città, l’associazione di consumatori Codici ne ha aperti contemporaneamente altri quattro: a Roma, Napoli, Pescara e Pistoia.
«La situazione è abbastanza simile - dichiara Alberto Palazzo, coordinatore di Codici per la Lombardia - i milanesi battono gli altri di poco. Un poco che però si fa notare». I teenager di Milano non battono soltanto i loro coetanei, nel senso che superano in soprusi gli altri ragazzi italiani, ma li «battono» nel senso che li prendono a ceffoni e a botte. Ma qual è la classifica delle vessazioni? «Prima di tutto - risponde Palazzo - vengono le offese verbali, seguite dagli attacchi fisici e dall’emarginazione dal gruppo. E a far più male non sono i ceffoni ma le violenze psicologiche che possono minare anche a lungo». La riprova è che spesso chi è vittima dei bulli, il 33%, lo è per molto tempo. Ed è per difendere questi ragazzi più fragili che Codici ha aperto lo sportello anti-bullismo nella sede di via Carlini 5, al Lorenteggio. Un’apertura voluta anche per prevenire questo fenomeno venuto allo scoperto da un’indagine condotta dall’associazione coordinata da Alberto Palazzo in un centinaio di scuole medie e superiori tra Milano, Como e Lodi. Dalle risposte di questi adolescenti Codici è venuta a sapere che ben un alunno delle elementari su due è vittima del bullismo.
«Un bullismo che - spiega Alberto Palazzo - si serve anche di nuovi strumenti, quali Internet e i cellulari. Si tratta tra l’altro di vessazioni di non poco conto: essere screditati, per esempio, con gli sms può essere devastante». E a proposito di telefonini, rientra nei casi di bullismo la performance di sesso orale esibita in una classe di San Benedetto del Tronto? «No - risponde il coordinatore lombardo di Codici - si tratta di un fenomeno di altro tipo, assomiglia di più a una goliardata».
Ma, infine, c’è una notizia che non si sa se registrare tra quelle buone o tra quelle cattive. I casi di bullismo nelle scuole medie sono meno di quelli che avvengono alle elementari: a Milano si passa dal 50,2 al 30,4. Non è dato però sapere se è perché i bulli si ravvedono, o perché le vessazioni sfociano in atti molto più gravi e non sono, quindi, più classificabili come episodi di bullismo.