Subito la tassa sui petrolieri Il buono spesa varrà 400 euro

Berlusconi: «Varato un piano economico a prova di lobby e a tutela dei deboli»

da Roma

La Robin Hood Tax entra in vigore già dal 2008, insieme con le altre misure fiscali della manovra. Questo significa che le compagnie petrolifere dovranno calcolare l’Ires (l’imposta sui redditi societari) al 33% già per l’acconto fiscale di luglio. Coi proventi dell’imposta straordinaria, il governo finanzierà la carta sociale prepagata per i pensionati: la social card, spiegano al Tesoro, sarà consegnata a circa un milione e 200mila pensionati e avrà un valore di 400 euro.
All’indomani dell’approvazione in Consiglio dei ministri, Giulio Tremonti e gli altri ministri interessati - Angelino Alfano, Claudio Scajola, , Renato Brunetta, Altero Matteoli, Roberto Calderoli - illustrano dettagli e motivazioni degli interventi che insieme costituiscono la manovra del governo. Una manovra che Silvio Berlusconi, intervenendo all’assemblea annuale della Confcommercio, definisce «innovativa, straordinaria e a prova di lobby». Non ci saranno repliche delle «cariche» di parlamentari e lobbisti viste in passato, assicura il presidente del Consiglio, e dunque il piano economico sarà approvato dal Parlamento «in tempi molto brevi». Di fronte alla scelta fra aumentare le tasse o tagliare le spese dello Stato, dice ancora il premier, «abbiamo scelto la strada del taglio dei costi», ma allo stesso tempo «siamo stati attenti ai bisogni dei più deboli». Piace al presidente del Consiglio anche l’impostazione triennale del piano economico: «Dovevamo evitare di accumulare deficit anno dopo anno, e così nel 2011 saremo in pareggio, come ci chiedono l’Europa e i mercati».
Berlusconi e Tremonti hanno firmato insieme la prefazione al Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef) approvato insieme con la manovra, che probabilmente già oggi sarà presentato in Parlamento. «Abbiamo lavorato insieme come i padri fondatori degli Stati Uniti», chiosa il ministro dell’Economia. Chiedono insieme al Paese di volgere il pessimismo in ottimismo, nonostante le difficoltà. E «in ogni caso - spiegano - non si può andare avanti con un sistema in cui crescono soltanto le liti e il deficit, non il prodotto interno lordo». Ecco perché la strategia economica del governo vuol raggiungere l’obiettivo di ottenere «meno costi, più libertà e più sviluppo».
Ed ecco anche perché, osserva Tremonti, il piano punta alla stabilizzazione della finanza pubblica, presupposto per lo sviluppo. La manovra avrà effetto anche sui conti di quest’anno, con l’obiettivo di portare il deficit al 2,4% del pil, contro un tendenziale del 2,5%. «E questo - aggiunge il ministro dell’Economia, con una punta di polemica nei confronti del governo precedente - la dice lunga su tesoretti e stabilizzazione dei conti». Quanto alla sanità, nessun ticket per quest’anno, assicura il ministro del Welfare , mentre per il 2009 ogni decisione in merito spetterà alle Regioni.\