Sui banchi la carta salva-studenti

L’assessore Abelli: «Così i giovani sapranno a chi chiedere aiuto ma anche dove trovare doposcuola, centri sportivi e di aggregazione»

«I migliori a scuola prendono Z» è lo slogan con cui arriva sui banchi delle medie la carta a misura di studenti, che consente di avere sempre sott’occhio associazioni e centri di consulenza per i ragazzi. La tessera ha le stesse dimensioni di una carta di credito e si chiude a fisarmonica. Per attirare l'attenzione di ragazzi e ragazze, su un lato ci sono tutte le informazioni sul campionato di calcio o sugli oroscopi, sull'altro indirizzi, telefoni, ma soprattutto mail (particolarmente gradite dalle nuove generazioni) delle organizzazioni che, finanziate da Regione Lombardia, svolgono attività per i più giovani.
«Abbiamo puntato sulla scuola - ha spiegato Gian Carlo Abelli, assessore lombardo alla Famiglia e alla Solidarietà Sociale - perché, dopo la famiglia, è quello il luogo dove si deve essere più vicini ai ragazzi. Noi arriviamo direttamente a loro per informarli che, se hanno problemi a scuola o in casa, potranno contattare quelle associazioni di cui ci sono i riferimenti sulla Zeta card. Così sapranno dove, proprio nelle loro città o paese, esistono doposcuola, centri sportivi, centri di aggregazione e di ascolto».
La Zeta card ha un nome evocativo, perché zeta sta per zippata, ovvero dalle dimensioni ridotte al massimo, come sanno benissimo i giovani cresciuti a internet e computer. Il giorno scelto per la distribuzione nelle scuole è tutt’altro che casuale, perché oggi, 20 novembre, ricorre l’anniversario dell’approvazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia stipulata nel 1989 a New York.
Il 20 novembre, Giornata internazionale dei diritti dell'infanzia, quest’anno è stato dedicato dalla Regione Lombardia alla dispersione scolastica e le iniziative saranno rafforzate con la distribuzione delle duecentocinquantamila Zeta card. «La nostra attenzione sui minori - commenta Abelli - è sempre stata ai massimi livelli e la nostra azione di governo è volta a favorire il loro sviluppo in modo sano». Fronteggiare l'abbandono precoce della scuola è uno dei punti chiave degli interventi della Regione, insieme con l’aumento del numero di posti nei servizi per l'infanzia, come gli asili nido, e l’organizzazione forme di aiuto nel lavoro domestico di tutti i giorni. I progetti e le iniziative sono attuati da organizzazioni del privato sociale e del volontariato e delle numerose associazioni tra le famiglie (esiste in Lombardia un apposito Albo che ne censisce circa 500).