Tagli agli enti, a rischio l'Accademia della crusca E Galan: "Non chiuderà"

A rischio anche la storica Accademia
della Crusca di Firenze: è infatti uno degli enti, una trentina
in tutto, che sono sotto i 70 dipendenti. Ma il ministero dei Beni culturali: "Garantiremo un profilo giuridico"

Roma - A rischio anche la storica Accademia della Crusca di Firenze: è infatti uno degli enti, una trentina in tutto, che sono sotto i 70 dipendenti e dunque che potrebbe rientrare nella norma della manovra varata ieri dal consiglio dei ministri. "Non morirà", assicura all’Adnkronos la presidente Nicoletta Maraschio annunciando una lettera-appello al Capo dello Stato Giorgio Napolitano. In realtà il governo si è già mosso in questo senso. "Non chiuderà - ha assicurato il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan - troveremo la soluzione per non far morire questa istituzione storica che è l’unico baluardo a salvaguardia delle radici della lingua italiana".

Il futuro dell'Accademia della Crusca "Ci rivolgeremo anche al nostro ministro di riferimento, Giancarlo Galan, e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta che ci ha sempre dimostrato grande vicinanza". Il presidente dell'Accademia si muoverà presto per capire quale sarà il futuro dell'ente. Si dice "sorpresa" la Maraschio, per una notizia che, "ha dell’incredibile" sia perché "la natura giuridica pubblica dell’Accademia è legata a un parere del Consiglio di Stato e a un decreto dei ministri Calderoli e Brunetta" sia perché l’ente "costa allo stato 190mila euro come contributo tabellare" e, dunque, la sua abolizione comporterebbe "un risparmio davvero esiguo". Dunque un "gesto sconcertante che lo Stato fa contro sè stesso contro un parere del consiglio di Stato e contro decreti emanati dal governo", ma anche un gesto "simbolicamente molto negativo verso ente attivo nella tutela e valorizzazioone della lingua italiana". L'Accademia aspetta da tre anni una legge che la definisca come esplicitamente pubblica e che le dia una dotazione ordinaria di funzionamento.

In campo il ministero dei Beni culturali "Il solo pensiero che l’accademia della Crusca possa chiudere i battenti mi fa rabbrividire - assicura il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro - si troverà senz’altro una soluzione per salvare questa istituzione fondamentale presidio della lingua italiana". Il ministero dei Beni culturali si è già mosso per trovare una soluzione. "Come è stato detto nel corso di una conferenza nazionale sulla lingua italiana fortemente voluta dal presidente Napolitano al Qurinale, l’unità d’Italia è stata innanzitutto linguistica - ha ricordato Giro - chiudere l’istituzione che ha nella sua missione la difesa della lingua italiana sarebbe illogico". "Ma a questo punto non dobbiamo solo limitarci a scongiurare la chiusura dell’accademia per l’ennesima volta - è l’auspicio del sottosegretario - ma garantirle un profilo giuridico preciso e definitivo con i relativi finanziamenti".