Tante le storie che non sapremo mai

Credo che sia sempre importante ritornare su certe tematiche anche perché la «mitologia» della Resistenza ha nascosto fatti gravi che nulla avevano a che fare con la Resistenza; il racconto del signor Crocco è una testimonianza... ma quante altre ce ne sono ignote al grande pubblico magari perché avvenute in paesini sperduti dell'Appennino, con i superstiti, donne e bambini, che si sono imbarcati per il Sudamerica o per l'Australia trovando rifugio da parenti colà emigrati. Su questo punto il Periodico dell'Associazione Liguri nel mondo-Gens Ligustica in Orbe (www.ligurinelmondo.it) anche se diretto da Felice Migone (ex sindaco di Pieve Ligure ed ex Dc di sinistra oggi... probabilmente nel Pd) con il contributo della Regione Liguria che anche ai tempi di Biasotti-Plinio non si è interessata molto ai liguri nel mondo, potrebbe mettere a disposizione dei siti internet per contattare i liguri emigrati nel periodo 1945-1948 e sicuramente scopriremo dei casi simili a quello di Crocco, però... si tratta sempre di persone di una certa età e molti magari non ci sono più. Le testimonianze dirette, come quelle riportate da «Il Giornale» Genova prima da Silvia Pedemonte e poi da Maria Vittoria Cascino ed oggi dal signor Nicolick oppure da Pirina con il suo centro studi Silentes Loquimur, sono una cosa mentre quelle riferite da figli e nipoti un'altra cosa. Infine c'è l'insegnamento a scuola... e se chiediamo ad insegnanti di oggi chi erano i 7 fratelli Govoni uccisi a guerra finita e chi era il sindacalista della Cisl Fanin... ucciso mentre rientrava a casa in bicicletta, ben pochi saprebbero rispondere, segno che la storia, quella vera e documentata è ancora coperta dai miti considerati intoccabili soprattutto fino a quando molti di quei protagonisti di allora saranno ancora in vita e mai smentiranno i miti con cui hanno vissuto per decenni.