«Una task force di ghisa per bloccare i writer»

Il segretario Di Pasquale: «Non è difficile individuarli hanno anche siti Internet. Però serve un nucleo che si occupi solo di loro»

Chiara Campo

«Non è affatto difficile individuare i writers». Affermazione coraggiosa. Ma Fabrizio De Pasquale, segretario dell’associazione nazionale Antigraffiti e consigliere comunale di Forza Italia in Comune, ne è convinto. «Dispongono di siti internet, utilizzano la rete per organizzare veri e propri ritrovi», spiega.
Eppure continuano ad agire indisturbati...
«All’interno della polizia municipale bisogna creare vere e proprie unità dedicate solo a questo, e mi fa piacere che la candidata sindaco Letizia Moratti lo abbia inserito nel suo programma. Se i vigili devono occuparsi di tutto, dal traffico alle multe, non possono fare attività seria di investigazione. Ma l’esempio di Como insegna: lì un nucleo di 4-5 vigili è riuscito ad individuare e denunciare in poco tempo un centinaio di graffitari, partendo dalle loro “firme”, scoprendo che esistevano dei meeting. Bisogna creare una banca dati che raccolga tutte le sigle dei writers e che segnali tutti i luoghi più colpiti da questo fenomeno».
E per prevenirlo?
«Sensibilizzare i cittadini, spiegare che la nostra città ha un patrimonio culturale che va protetto: oltre agli edifici purtroppo vengono presi di mira anche i monumenti, e i turisti lo notano. Poi servono corsi di educazione civica al decoro urbano nelle scuole. È un bene che la Moratti abbia colto questo messaggio. Nel centrosinistra è più difficile, perché alcuni sono convinti che i graffiti siano un’arte, altri che offrano una risposta al malessere sociale dei giovani. Noi crediamo che non ci siano giustificazioni a questo scempio».
I cittadini cosa vi chiedono?
«La nostra associazione è nata solo due mesi fa ma abbiamo già ricevuto moltissime e-mail da gente arrabbiatissima (il sito internet è www.contrograffiti.com). Molti vorrebbero che anche da noi venisse seguito l’esempio di grandi città americane come Chicago e New York, dove il Comune sostiene il costo della pulizia dai graffiti anche sugli edifici privati. Altre amministrazioni invece si rivolgono a noi per conoscere le iniziative dell’Amsa a Milano, perché sono all’avanguardia. Le segnalazioni più numerose vengono da chi abita vicino alle scuole, alle fermate dei tram, o in quelle vie che vengono attraversate di solito dai cortei di protesta, prima su tutte via Dell’Orso. In questi casi i palazzi sono bersagliati due volte, dai writers e dai vandali».