Teatro Il Principe Ranocchio e il tema della metamorfosi

«Il Principe Ranocchio», una delle più deliziose fiabe dei fratelli Grimm, va in scena al teatro «La Scala della Vita»,in via Piolti dè Bianchi 47, dal 5 all’11 gennaio.
La storia narra di una principessa che perde la sua palla d'oro nell'acqua di una fonte e di ranocchio parlante che la ripesca, ma solo in cambio dell’amicizia della giovane.
«Lavorando con i bambini, seguendo la loro evoluzione infatti - spiegano in teatro - abbiamo potuto sperimentare quanto gli elementi ritmici del linguaggio (la rima, le assonanze, le ripetizioni) siano straordinari portatori di gioia e divertimento, ma anche veicoli di apprendimento. E da questa fondamentale esperienza è nata l’ idea di mettere in versi una fiaba tanto antica, conosciuta e amata».
«L’intento è stato di conservare intatti i contenuti originali del racconto, senza alcuna delle aggiunte o manipolazioni che spesso finiscono per snaturare e svuotare di significato le fiabe di tradizione, non tenendo nel dovuto conto quanto le immagini e i simboli in esse racchiusi siano fondamentale nutrimento per l’anima infantile».
Ranocchio e Principessa devono vincere le reciproche diffidenze per imparare a conoscersi e accettarsi. Ranocchio è pronto a una grande impresa, come un vero eroe, ma sempre ranocchio resta, e non principe azzurro, come invece lei aveva sognato. Ma non è così che ci si sente, come un ranocchio, quando si abbandona il mondo dell’infanzia per avvicinarsi al mondo dei grandi? Il tema fondamentale della fiaba, infatti, è proprio la metamorfosi, da ranocchio a principe; da schizzinosa ragazzina a giovane donna: lasciare una vecchia pelle per una nuova.