«Le temperature così alte peggiorano l’inquinamento»

Flavio Galbiati (Epson): «Colonnina sopra la media di 4 gradi Nei mesi estivi possibili picchi di afa»

La stagione invernale ha avuto temperature al di sopra della media. Ci dovremo rassegnare a un inverno caldo? Parla Flavio Galbiati, meteorologo del centro Epson Meteo: «A dicembre e gennaio si sono rilevate temperature medie ben al di sopra della norma, addirittura di circa 4 gradi a gennaio. Nello stesso mese si sono registrate punte massime anomale, arrivando addirittura a toccare 20 gradi il 19 del mese. Qualche episodio di aria fredda potrà ancora verificarsi, ma il bilancio totale della stagione è ormai delineato».
Quali conseguenze sta avendo un inverno così anomalo?
«In Lombardia le temperature hanno avuto effetti negativi sull’agricoltura, anche perché si sono alternate ad alcune gelate. Al clima mite si sono associate poi precipitazioni, con ulteriori danni all’agricoltura; con le piogge è venuto a mancare un aiuto per contenere i livelli di smog, che sono stati elevati negli ultimi mesi. Mai come quest’anno la neve è stata la grande assente nella prima parte dell’inverno sulle nostre montagne».
Che cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi anni?
«Vi è senza dubbio una generale tendenza al rialzo delle temperature medie e all’incremento dei periodi di siccità; il freddo e le intense nevicate di un anno fa potrebbero restare quindi un caso isolato. In estate invece dovremo aspettarci una maggiore frequenza di ondate di caldo intenso».
Come sarà la prossima estate?
«Possiamo dire, con tutte le cautele del caso, che sarà caratterizzata da temperature piuttosto elevate. È stato riscontrato che le estati più calde si sono verificate spesso in corrispondenza del fenomeno di riscaldamento delle acque dell’oceano Pacifico noto come Niño. L’estate 2003, contraddistinta da temperature elevate, è stata un caso eccezionale».
Gli scienziati affermano che la causa di questo brusco cambiamento climatico sia l’intervento dell’uomo. È davvero così?
«Gli studi effettuati negli ultimi anni indicano l’attività umana come responsabile di questa impennata delle variazioni termiche che non ha precedenti nella storia del clima. Le sole cause naturali normalmente impiegano migliaia di anni per attuare tali cambiamenti, e il fatto che questi si siano verificati in pochi decenni, in concomitanza con l’aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, non lascia più dubbi sul fatto che sia stato l’intervento dell’uomo ad aver dato il via a questo processo. Per comprendere le dimensioni del fenomeno è sufficiente pensare che in Italia la temperatura si è innalzata di quasi un grado negli ultimi 25 anni».
Che cosa si può fare, in concreto?
«Ridurre le emissioni dei gas serra, il consumo di energia dal consumo di petrolio; a livello di inquinamento locale sarebbe opportuno utilizzare tutte le più avanzate tecnologie».