Tempo pieno salvo, in arrivo 72 nuovi maestri

Balzo in avanti di siderurgia, settore chimico e meccanico. Il tessile in netta ripresa

Augusto Pozzoli

Salvo (sia pur con qualche sacrificio) il tempo pieno nelle scuole elementari di Milano e provincia. L’annuncio del responsabile del Csa (l’ex provveditorato) ai rappresentanti sindacali della scuola.
In primavera era stato annunciato un robusto taglio degli organici: venivano cancellati 279 posti, uno o due per scuola. Molti dirigenti scolastici avevano di conseguenza annunciato di non essere più in grado di assicurare il tempo pieno a tutte le classi. La protesta era già stata raccolta almeno in parte dall’ex ministro all’istruzione Letizia Moratti che aveva concesso altri 22 posti rispetto a quelli autorizzati. Un rinforzo tuttavia insufficiente per sanare la situazione. Così ieri sono spuntati altri 72 posti. Attraverso queste nuove risorse si sanano le situazioni più difficili: quelle delle scuole che avevano subito il taglio di due posti che se ne vedono restituire uno, e le scuole più «difficili».
Restano comunque una settantina gli istituti cui è stato tolto un posto: un sacrificio cui si potrà comunque rimediare. «In questo modo - commenta Gianni Gandola, responsabile milanese dell’Andis, l’associazione dei dirigenti scolastici – riusciremo a rispondere a tutte le domande di tempo pieno. Per far raggiungere l'obiettivo tuttavia dovremo sacrificare le ore disponibili per la presenza di due insegnanti in classe, scelta che ci costringerà ad assumere più supplenti: quando un insegnante si assenta non avremo, cioè, personale per sostituirlo». Modesta soddisfazione anche per i sindacati. «Una soluzione accettabile – dichiara Rita Frigerio, segretaria della Cisl scuola – ma sta di fatto che i tagli continuano anche quest’anno: 100 posti in meno due anni fa, 150 lo scorso anno, ora siamo arrivati a meno 200».
Ribadito anche il contingente di un centinaio di posti per l’integrazione degli alunni stranieri. Un altro punto critico dell’organizzazione del servizio scolastico per il prossimo anno. «Gli insegnanti “dedicati” restano ampiamente insufficienti – continua la Frigerio –. Per questo è più che mai necessario definire criteri che rispondano alla richiesta delle situazioni più coinvolte. Abbiamo aggiornato l’incontro con Zenga perché vogliamo conoscere quali sono le scuole in cui si registra il maggior numero di alunni stranieri. Contano soprattutto i neoarrivati, perché sono loro che hanno problemi di integrazione perché non conoscono la nostra lingua. Vogliamo evitare che le poche risorse disponibili siano distribuite a pioggia, col rischio che i bambini più in difficoltà siano abbandonati a se stessi».