Tenta di vendere la bambina per un permesso di soggiorno

Arrestati madre e compratore. La donna, una bulgara, si è giustificata: «L’ho fatto perché voglio restare in Italia»

Antonello Lupis

da Vibo Valentia

Ancora una vicenda di neonati venduti. È il terzo caso che si verifica nel corso degli ultimi tre anni in Calabria. Il primo, nel Crotonese, nel 2003 quando in manette finirono due coniugi per aver acquistato al prezzo di 5mila euro il figlio di una coppia di clandestini bulgari.
Il secondo, nel Vibonese, a gennaio del 2004, quando in carcere finì un'altra coppia rea di avere acquistato illegalmente un bambino dopo aver falsificato i suoi dati anagrafici.
A distanza di poco tempo la squallida vicenda si è nuovamente verificata, ancora nel Vibonese.
Un permesso di soggiorno e una casa dove poter continuare a vivere e stare in Italia: sarebbero stati questi i motivi a convincere Paulina Kostova Blagoeva, bulgara, di 29 anni, a cedere la figlia, una neonata di appena un mese, ad un pensionato di Vibo Valentia, Salvatore Milano, di 65 anni.
La giovane bulgara e il pensionato vibonese sono stati arrestati ieri mattina dagli agenti della polizia di Stato di Vibo Valentia poiché accusati del reato di alterazione di stato civile.
«Un reato turpe legato al bisogno, alla volontà di stare in Italia, all'estrema e drammatica miseria nella quale vivono diversi cittadini dell'est», hanno dichiarato gli inquirenti commentando la vicenda.
Alla giovane bulgara - che è stata posta agli arresti domiciliari - e al pensionato è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Vibo Valentia, Lucia Monaco, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore, Sisto Restuccia. I particolari dell'indagine, chiamata in codice Children 3, sono stati resi noti dal dirigente della squadra mobile vibonese, Rodolfo Reperti.
Secondo, quindi, gli investigatori della polizia di Stato, dalle indagini è emerso che Salvatore Milano avrebbe denunciato allo stato civile la nascita di una bambina, che oggi ha poco più di tre mesi, come sua figlia mentre in realtà il padre non sarebbe altro che un cittadino bulgaro che convive da tempo con la ventinovenne Paulina Blagoeva.
A seguito dell'iscrizione della bambina all'anagrafe, la donna ha regolarizzato la sua posizione e ha ottenuto il permesso di soggiorno. Gli investigatori hanno scoperto la vicenda perché da tempo controllavano Salvatore Milano, assiduo frequentatore di cittadine straniere.
La bambina, che ora è stata affidata ai servizi sociali in attesa delle decisioni del tribunale dei minori di Catanzaro, è stata portata, poco dopo la nascita, da Milano nella sua abitazione. L'ipotesi investigativa sulla quale i poliziotti stanno compiendo ulteriori accertamenti è quella relativa all'eventualità che la piccola potesse essere successivamente venduta.