Un teorema assurdo. Semmai sono i pm a sfruttare le escort

Boccassini e soci ipotizzano il reato di favoreggiamento della prostituzione: ma nessuno si è arricchito con Ruby

Era stato un duetto impareggiabile, come uscito da (per l’appunto) «Così fan tutte» di Mozart. Lui, impietosito, per liberarla da una situazione difficile, aveva detto: «Lasciatela andare, ci risulta che sia la nipote di Mubarak». Lei, grata e liberata, aveva risposto: «Per me lui è come la Caritas». Un botta e risposta che sarebbe bastato a inquadrare la vicenda. Don Alfonso e Fiordiligi: un’intesa perfetta, un gioco. E invece, eccoci allo sfregio. Dalla leggerezza, prima la rabbiosa indignazione di un magistrato avvizzito che dichiara: «La polizia non doveva lasciarla andare. E, se non c’era posto in una comunità, allora era meglio tenerla tutta la notte su una sedia in questura»; poi l’inverosimile inchiesta per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile. Un’indagine insensata. Frutto del pregiudizio e dell’ignoranza dell’opera lirica.
È evidente che Ilda Boccassini non ha letto Lorenzo Da Ponte e non conosce «Così fan tutte». Le persone coinvolte sono Emilio Fede, Lele Mora, Nicole Minetti e Berlusconi. Dal momento che la legge italiana non punisce la prostituzione ma il suo sfruttamento dovremmo vedere chi ha favorito chi e per quali interessi. Appare subito chiaro che i due protagonisti principali, Silvio e Ruby, non hanno favorito nessuno, se non se stessi. E anche se lei nega di avere avuto rapporti con lui sarebbe da capire bene se il favoreggiamento abbia riguardato lui o lei. Se superiamo l’idea che Ruby sia una ragazza ingenua travolta in una vicenda più grande di lei, non è chiaro se i tre principali indiziati come mezzani abbiano favorito lei a prostituirsi con lui o lui a prostituirsi con lei. Quello che è certo è che l’influenza dei comprimari è inesistente. Non c’è alcun concorso «esterno». C’è una semplice associazione sessuale, o erotica fra lui e lei, immediata, istintiva, e nella quale Fede, Mora e la Minetti non hanno alcuna influenza. Silvio vede Ruby, Ruby vede Silvio e, per diversi motivi, si piacciono. Il ruolo degli altri è inesistente se non come presentatori, non sfruttatori. Se Ilda Boccassini mi presenta Ruby Rubacuori, io la porto a letto, lei consenziente, indipendentemente dalla volontà della Boccassini, non serve alcun favoreggiamento. Né risulta, per quel che riguarda Silvio, che lui l’abbia indotta per vantaggio materiale o sfruttamento ad andare a letto con Lele Mora (impresa impossibile) che ne sarebbe stato orripilato, o con Emilio Fede. Nel caso di quest’ultimo, Fede porta Ruby a Silvio o Silvio a Ruby? Insomma, il dato è che i due, Silvio e Ruby, vengono presentati, da Fede o da Mora, e la Minetti viene chiamata per occuparsi della ragazza e assisterla dopo la triste esperienza del fermo in questura. Fin qui non c’è traccia di sfruttamento o favoreggiamento. D’altra parte si tratta di un reato impossibile. Berlusconi ha fatto prostituire Ruby con Fede per averne un vantaggio materiale? Ovvero Fede ha dato soldi a Ruby perché lei a sua volta li desse a Silvio? O, ancora (ma così Silvio uscirebbe dal favoreggiamento), Ruby ha preso soldi da Silvio per una prestazione sessuale e ne ha consegnato la maggior parte a Fede o a Mora? Se non esiste questo passaggio non esiste prostituzione. Se una donna prende denaro per sé e non per conto di uno sfruttatore (qui non si vede quale) non si dà il reato. Non esiste il reato di scopata. Né possiamo pensare che se Ruby avesse dato soldi a Silvio per le sue prestazioni, Silvio ne avrebbe dovuto dare una parte a Fede o Mora. Dunque tutto inventato. E, nell’incredibile elucubrazione della Boccassini non è contemplato il vero reato: le molestie e le violenze che io patisco per colpa sua, essendo costretto in questi frangenti a pronunciarmi sui giornali, per radio e in tv su questa materia, invece che essere interrogato su Giorgione, su Tiziano, su Bosch. I casi di Silvio e Ruby incuriosiscono di più della pittura veneziana. Dev’essere la parola minorenne che determina sospetto in una vicenda di assoluta banalità, senza stranezze. Una diciassettenne incuriosita dalla rockstar Silvio Berlusconi, come Rita Pavone lo fu da Teddy Reno. Di fronte a quest’evidente banalità, indagini, inchieste. Potrebbero non averlo fatto; potrebbero averlo fatto a metà; potrebbero averlo fatto a pagamento. Dov’è il reato? Non c’è alcuna differenza tra fare un pompino e fare una conferenza. Si può fare una conferenza gratis, si può farla a pagamento. È una prestazione che si rende per generosità, piacere, riconoscenza, o anche per lavoro. Anche prostituirsi è un lavoro e se lo si fa in proprio non si dà sfruttamento. Così siamo di nuovo costretti ad assistere a un’inchiesta inconsistente che prende il sopravvento su qualunque interesse dello Stato. E, in barba a qualunque legittimo impedimento, ostacola e turba l’attività di governo mettendo in cattiva luce il premier senza alcun elemento di prova. Interpretando i fatti nel modo più malevolo e umiliante. La materia è stata studiata in termini precisi da Walter Block, nel libro «Difendere l’indifendibile» pubblicato da Liberilibri. Nel capitolo «La prostituta» Block scrive: «La vita della prostituta è buona o cattiva secondo la sua volontà. Lei la intraprende di sua iniziativa, in quanto prostituta, ed è libera di abbandonarla in qualunque momento... La spinta verso il divieto della prostituzione viene da parte di “terzi”, non direttamente coinvolti nello scambio. Le motivazioni variano da gruppo a gruppo... L’unico elemento che li accomuna è il fatto di non essere parti in causa... Permettere loro di decidere sulla questione è assurdo, quanto permettere a terzi di intervenire nello scambio fra il lattaio e il pasticciere... La differenza tra gli scambi sessuali, come quelli cui dà luogo la prostituzione, ed altro tipo di scambi, quale lo scambio crostata/latte, sembra fondarsi, o quanto meno da collegarsi, alla vergogna che proviamo davanti alla prospettiva di comprare sesso... In che senso possiamo dire che tutti noi facciamo scambi e pagamenti quando facciamo sesso? Come minimo dobbiamo offrire qualcosa ai nostri potenziali partner perché acconsentano di fare sesso con noi. Con la prostituzione esplicita, l’offerta si esprime in contanti. In altri casi, lo scambio non è così evidente. Molti schemi di corteggiamento corrispondono perfettamente al modello della prostituzione. È previsto che il maschio paghi le cene, i cinema i fiori, e che la femmina contraccambi con prestazioni sessuali. I matrimoni in cui il marito fornisce gli elementi economici, e la moglie le funzioni sessuali e casalinghe, si conformano anch’essi, piuttosto chiaramente, a questo modello. Di fatto, tutti i rapporti umani spontanei, da quelli d’amore a quelli intellettuali, sono degli scambi». Avrà mai letto la Boccassini questo illuminante, esemplare saggio? O dovremo credere che ha voluto sfruttare l’ipotizzato sfruttamento della prostituzione?