Test «mancati» nelle scuole Caccia aperta ai docenti ribelli

Il direttore scolastico Dutto: nessuna tolleranza con chi non ha fatto le prove. Nei prossimi mesi l’Invalsi controllerà gli istituti che non consegnano i «lavori»

Augusto Pozzoli

Interviene il direttore scolastico regionale Mario Dutto sui contestatori dei test ai bambini delle classi primarie seconde e quarte.
«In un’intera scuola di Lodi – dice – si sono rifiutati di somministrare le prove. Addirittura in seguito a una delibera assunta in una riunione del collegio docenti. Ho già chiesto conto al dirigente scolastico di questo assurdo comportamento che dovrà essere censurato». Solo al termine dell’inchiesta si saprà quali saranno le conseguenze disciplinari a carico dei contestatori lodigiani, ma attraverso questo intervento Mario Dutto dà un segnale chiaro che casi di questo genere non verranno tollerati. Lo scorso 30 novembre, per la prima volta in tutta Italia, erano stati somministrati dei test per verificare la preparazione degli alunni in tre aree di apprendimento fondamentali: capacità di lettura, matematica e scienze. In pratica una serie di domande per ciascuna delle quali erano ipotizzate cinque risposte e tra queste, in mezz’ora, si doveva scegliere quella esatta. Le prove, uguali in tutt’Italia, erano state predisposte dall’Invalsi, agenzia ministeriale creata appunto per mettere a punto gli strumenti di valutazione dei livelli di apprendimento.
Lo stesso Invalsi ha gestito l’operazione non senza difficoltà e ritardi: 24 scuole di Milano e provincia non avevano ricevuto in tempo i moduli dei test, ma nei giorni scorsi la verifica è stata recuperata.
Ora si potrà dunque andare a controllare chi le prove non le ha fatte per insubordinazione. Un controllo che avverrà nei prossimi mesi, perché solo l’Invalsi potrà accertare quali questionari non verranno riconsegnati debitamente compilati. I docenti contestatori, dunque, sono ancora sconosciuti, ma in particolare a Milano, non dovrebbero mancare. La contestazione era stata organizzata da una frangia di docenti che fanno riferimento a Retescuole, un sito particolarmente impegnato nel fare opposizione alla riforma Moratti, e che avevano avuto anche il sostegno della Gcil scuole dei Cobas. Un sostegno peraltro ritenuto illegittimo dai dirigenti scolastici aderenti allo stesso sindacato secondo i quali la verifica degli apprendimenti è necessaria e obbligatoria. E di conseguenza ai docenti che avevano espresso l’intenzione di non somministrare i testi ai loro allievi, avevano dato loro degli ordini di servizio perché si attenessero alle disposizioni ministeriali di partecipare alla valutazione. Nonostante questo risulta che in alcune scuole il rifiuto sia stato messo in atto. E gli insegnanti che hanno distribuito i test invitando gli alunni a dare tutti la stessa risposta alle domande proposte?
Anche questa anomalia non dovrebbe sfuggire ai valutatori dell’Invalsi e il comportamento non dovrebbe sfuggire alla censura del direttore scolastico regionale nel momento in cui i casi verranno segnalati. La contestazione dunque non potrà passare inosservata, a Milano come in altre aree nazionali, soprattutto in Emilia Romagna e in Toscana.