Tir in sciopero Tutta l’Italia si mette in coda

Mezzi immobili per chilometri su autostrade e tangenziali da Nord a Sud. Alla protesta avrebbe aderito il 90 per cento dei trasportatori

da Milano

Quando i bisonti della strada si imbizzarriscono non c’è modo di correre ai ripari; puntualmente, lo sciopero dei tir significa la congestione totale del traffico nazionale. Da Nord a Sud, un’incredibile serie di code e rallentamenti ha salutato il primo giorno di astensione dal lavoro degli autotrasportatori, che hanno dimostrato ancora una volta di sapere come mettere in ginocchio un intero Paese: con i 150 presidi disseminati lungo tutto lo stivale, la protesta, scattata alla mezzanotte di ieri, ha causato il blocco di tutti i principali varchi di accesso ai porti, così come dei valichi e degli snodi autostradali strategici. Ed è solo il primo giorno: il blocco dovrebbe continuare fino a venerdì, a meno che l’incontro di questa mattina dei sindacati a Palazzo Chigi non ponga fine alla protesta.
In Veneto gli autotrasportatori hanno presidiato per molte ore la tangenziale di Mestre, causando 16 km di coda. Sulla Milano-Brescia sono state registrate code nei pressi di Capriate, Seriate e Bergamo, mentre sull’A7, tra Genova e Bolzaneto, per diverse ora la circolazione si è bloccata in entrambi i sensi. Gli oltre duemila camionisti che hanno preso d’assalto la frontiera di Ventimiglia non si sono limitati a incrociare le braccia: dopo aver intasato l’autoporto e i piazzali vicini all’autostrada per la Francia, hanno impedito l’accesso ai colleghi francesi e spagnoli. Circolazione in tilt anche alle porte di Roma, dove il traffico in entrata da nord è stato bloccato per tutto il giorno. Impossibile anche solo prendere in considerazione di viaggiare sui tratti autostradali del meridione. Il bollettino dell’Anas parlava di «blocco dei principali svincoli sia in direzione Nord sia in direzione Sud».
Secondo i sindacati le motivazioni dello sciopero stanno nella mancata attuazione, da parte del Governo, degli impegni assunti nel febbraio scorso e nel mancato inserimento in Finanziaria delle risorse necessarie a rendere più competitivo il settore. I sindacati chiedono una migliore regolamentazione sui costi d'impresa e sulle tariffe, l’eliminazione dell’abusivismo e un maggior controllo sui rincari del gasolio. Nel braccio di ferro tra camionisti e Governo, in difesa dei cittadini è intervenuto Antonio Martone, presidente della Commissione di garanzia sugli scioperi: «È una grave lesione del diritto dei cittadini alla libertà di circolazione». E ha minacciato sanzioni se i blocchi continueranno.