Tiri Mancini di un ex smemorato

Mettiamo subito in chiaro due o tre cose. Primo: non si aggredisce per strada nessuno, nemmeno il peggior nemico. Secondo: Roberto Mancini è stato un giocatore sublime, che ha fatto la storia della Sampdoria e, ricordando i suoi tocchi di palla, non si può non volergli bene. Terzo: su queste pagine, la libertà di dire come la si pensa - anche e soprattutto se la si pensa diversamente dal sottoscritto - è totale. Che si parli di politica o di sport, senza soluzione di continuità. Si chiama libertà e si chiama il Giornale.
Detto questo - come abbiamo ampiamente sostenuto in queste settimane e ieri sera in particolare a Gradinata Sud di Primocanale -, a differenza di quanto dice qui a fianco il nostro amico Piero Sessarego, siamo convinti che Mancini le sue colpe le abbia tutte. E non perchè l’Inter è venuta a Genova a giocarsi onestamente la sua partita, anche se ai nerazzurri quei punti non servivano assolutamente a nulla, mentre per il Doria erano vitali per andare in Champions. Quello fa parte dello sport e, quindi, ci sta tutto.
Le colpe di Mancini sono altre. Prima fra tutte, la sua sovrana indifferenza nei confronti della straordinaria Gradinata Sud, che pure gli ha dedicato anche applausi e striscioni: come fa un giocatore che ha (dovrebbe avere, forse, è meglio) i colori blucerchiati nel cuore a rimanere indifferente, o quasi, di fronte a una coreografia che ha dato i brividi persino a me che sampdoriano non sono, con quelle stelle e quello striscione con citazione di Vasco in riferimento alla Champions: «Fantasie che volano libere»? Secondo: perchè tanti giocatori dell’Inter, Cambiasso su tutti, hanno giocato con un ardore degno della finale (non raggiunta dalla squadra di Mancini) di Champions league, quando sapevano che il loro terzo posto era immutabile, a prescindere dal risultato di Genova? Terzo: non abbiamo ancora digerito, da genovesi acquisiti, le parole di Mancini alla fine della partita di andata quando l’allenatore dell’Inter non riconobbe i meriti della Samp che, a cinque minuti dalla fine, stava mettendo sotto i suoi. Costava tanto?
In attesa delle risposte, come sempre, forza Sampdoria. E forza Genoa.

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