Tiziano, ritratto si signora con mistero

Una bella bionda veneziana illumina il grigiore del dicembre milanese. La signora arriva in realtà da Parigi, un viaggio circondato da ogni cura e attenzione come si conviene a un’occasione del genere: perché da domani e fino al 6 gennaio 2011, i milanesi potranno ammirare a Palazzo Marino, al centro della Sala Alessi, la Donna allo specchio di Tiziano, altrimenti conosciuta come Femme au miroir, proveniente dalle collezioni del Louvre.
Si rinnova così, per la terza volta, un significativo appuntamento organizzato da Eni in collaborazione con il Comune di Milano, partner d’eccezione il museo parigino. Dopo il successo riscosso nel 2008 dall’esposizione della Conversione di Saulo del Caravaggio, proveniente dalla collezione Odescalchi, e dal San Giovanni Battista di Leonardo nel 2009 (un altro prestito del Louvre, seimila visitatori al giorno), viene riproposta al pubblico milanese questa esposizione monografica (e gratuita) incentrata su una sola celebre opera. Il quadro, dipinto nel 1515, è opera giovanile di Tiziano Vecellio da Pieve di Cadore, ancora assai preciso e accurato nel disegno ma che già lascia presagire, nelle rapide pennellate con cui sono resi i lunghi capelli della donna, l’evoluzione futura dell’artista verso una pittura che scioglierà il disegno nel colore. Molto seducente il soggetto: una donna bionda, in veste da camera, si appresta a pettinarsi mentre un giovane (il suo acconciatore? il suo amante?) le porge un piccolo specchio di fronte e sostiene alle sue spalle uno specchio più grande, rotondo e convesso, di modo che la signora possa controllare la riuscita dell’acconciatura sulla nuca. Si intrecciano in questo bellissimo dipinto (che risente ancora dell’influenza dell’amico e maestro Giorgione) diversi elementi di fascino: la bellezza della giovane donna sulle cui carni rosate indugia la luce proveniente da una finestra nascosta, la sottile tensione erotica che si crea fra i due personaggi, l’allegorico gioco degli specchi, reso con raffinato virtuosismo.
L’allestimento, semplice e rigoroso, realizzato dallo studio dell’architetto Elisabetta Greci, mira a ricreare l’atmosfera di intimità del dipinto, ricostruendo una sorta di camera veneziana e giocando su pochi elementi morbidi e pittorici come il legno antico del pavimento intarsiato e la tela di cotone delle pareti. Il light designer Paolo Pollo Rodighiero fa piovere sul quadro la luce di una finestra laterale che cade sulla teca di sicurezza (realizzata come per gli anni scorsi dal laboratorio museale Goppion), eliminando qualsiasi riflesso. Già curatrici delle due mostre precedenti, Valeria Merlini e Daniela Storti, hanno voluto sostituire al «percorso iniziatico» che l’anno scorso conduceva all’enigmatico androgino leonardesco un calmo ambiente dove si celebra un perenne rito laico. «Molti hanno cercato di scoprire l’identità della donna - dicono le due restauratrici (che hanno curato anche il catalogo edito da Skira) - ipotizzando l’amante del duca di Ferrara Alfonso d’Este o la stessa giovane compagna di Tiziano. Ma forse si tratta solo di una sconosciuta modella nella quale l’artista celebra il valore assoluto della bellezza».
Altro elemento di attrazione è l’eterno, ambiguo fascino del ritratto. Per sottolineare questo aspetto, nell’adiacente sala video viene proposto il nascere di un ritratto a matita eseguito da Riccardo Accattatis, giovanissimo allievo di un liceo artistico di Roma. Ingresso libero, orario 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30; 7 dicembre chiusura alle 14; 24 e 31 dicembre chiusura alle 18, aperto i giorni di Natale e Capodanno (info: numero verde 800.149617, www.cultura.eni.com, www.comune.milano.it).