Milano - Ma guarda un po’, altro che globalizzazione. I blogger americani si accorgono solo ora che Adriano Celentano è stato uno dei primi artisti, forse il primo, a creare una rima e una metrica rap compiuta. Riassunto: lo scrittore e blogger americano Cory Doctorow, titolare del blog Boing Boing, lo ha citato come esempio di quanti cantino inglese senza conoscerlo e linka il brano Prisencolinensinainciusol sul blog. In quattro e quattr’otto una folla di quei cultori di musica che si autodefiniscono «molto avanti» e naturalmente «molto esperti» scoprono che questo brano di quasi quarant’anni fa è attuale e originale e, pensa un po’, sembra proprio rap. Noi poveri italiani lo sappiamo dal 1972, quando Celentano pubblicò Prisencolinensinainciusol con quelle parole inventate e quel free style che nel 1994 lui stesso ha definito il «seme del rap». A dire il vero, quando fu pubblicato, il brano debuttò al settantesimo posto proprio in America ben prima che in Italia. Ma poi là tutto finì e solo qui da noi quel brano è diventato un classico che ancora oggi si canticchia (o si prova a farlo, vista la difficoltà). Per dirla tutta, Celentano allora arrivò con un bel po’ di anticipo su Joe Tex (il primo cantante a parlare di rap a metà anni ’70) e su tutti gli Mc, i freestyler e i buzzurri pieni di catenoni e parolacce che sono arrivati negli anni a seguire e che tuttora intasano le classifiche (sempre meno però). Lui dice: «Sono felicemente sorpreso delle dimensioni di questo evento globale nato spontaneamente sulla rete. È talmente importante che ne terrò conto sempre di più, a partire dal prossimo cd di inediti su cui sto lavorando». Certo, dire che Adriano Celentano abbia ispirato i Run Dmc o Notorius B.I.G è azzardato però bisogna ammetterlo: con quella canzone Celentano ha dimostrato di essere rapper prima ancora che il rap fosse inventato e ha dato un segno di quanto libera fosse la sua ispirazione. Per intenderci, nel 1972 il Festival di Sanremo è stato vinto da Nicola Di Bari e Claudio Baglioni ha pubblicato Questo piccolo grande amore, non proprio l’avanguardia della sperimentazione. Perciò è ovvio che adesso su Boing Boing un utente scriva che «Celentano è un precursore». O che qualcun altro lo paragoni nientemeno che a Elvis o a Bob Dylan o ai Radiohead. «E ci arrivate adesso?» scrive il solito saputello che non si è ancora accorto con quanta sufficienza sia stata sempre accolta all’estero la musica italiana. Fino a pochi anni fa l’Italia era ai confini dell’Impero e, nel mondo anglosassone, le nostre canzoni sono state trattate con sufficienza, se andava bene. Oppure con disinteresse. E dire che Celentano ha venduto 150 milioni di copie in tutto il mondo e ha recitato in una trentina di film, alcuni dei quali sono stati proiettati anche al di là delle Alpi.
Quindi che soltanto ora si scopra Prisencolinensinainciusol fa sorridere o quantomeno capire che talvolta per riconoscere i meriti ci vuole pazienza e aspettare un po’. Solo un po’: trentasette anni in fondo passano in fretta.Toh, gli Usa scoprono il Celentano rapper
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