«Tranquilli, sono numeri La realtà è altra cosa»

«Duecento morti l’anno di smog a Milano? Aspetto i nomi e i cognomi». Franco Battaglia, docente di Chimica ambientale a Modena, critica i recenti studi sull’inquinamento e parla di «uso spregiudicato della statistica».
Professore lei ha citato più volte l’esempio della caffeina
«Per dire che un conto è una media matematica, un altro uno studio serio. Se beviamo la caffeina pura di 200 tazzine da caffè siamo certi di morire. Se dimezziamo la quantità, 100 tazze, dimezziamo anche la nostra probabilità di morire. Se scendiamo a 50 tazze le probabilità diventano del 25 per cento. E così via»
E come prosegue il ragionamento?
«Possiamo tranquillamente dire che le probabilità di morire di caffeina dopo aver consumato una tazzina di caffè è di una su 200. E continuare dicendo che su 200 individui che bevono una tazzina uno di questi muore. E se stamattina 2milioni di milanesi hanno bevuto il caffè, 10mila sono morti intossicati...»
Ma ci sono fior di studi che dimostrano che lo smog fa male
«Sì se si iniettano grandi quantità di polveri sottili alle cavie, queste poi stanno male. Alle concentrazioni a cui noi siamo esposti l’effetto è irrisorio. Ma io voglio dire che le medie matematiche non traducono la realtà e che di inquinamento non è mai morto nessuno»
Il Policlinico ha pubblicato diverse ricerche, le polveri sottili favorirebbero le malattie cardiovascolari, dai trombi agli ictus perchè gli inquinanti si legano al sangue...
«Ripeto: non ci sono prove, aspetto i nomi e i cognomi di questi morti. La vita media si è allungata, la salute migliora e c’è chi sta a fare i conti col bilancino. Trent’anni fa l’aria di Milano era molto più inquinata di quella di oggi, l’aria delle città di oggi è sicuramente più salubre di quando hanno cominciato a formarsi gli agglomerati urbani»
Ma sono in aumento i disturbi respiratori e pure l’asma
«L’asma non c’entra. La si associa all’inquinamento sbagliando. Negli Stati Uniti tra il 1980 e il 1996 è aumentata del 75 per cento fra la popolazione adulta e nel 100 per cento fra i bambini ma la causa non può essere l’inquinamento atmosferico perchè questo, nello stesso periodo di tempo, è drasticamente diminuito».
Quindi la mortalità anticipata dei lombardi è una bufala?
«Siamo sempre nel campo della statistica che bisogna saper leggere. I numeri sono utili quando danno indicazioni nel campo della protezione, come criterio guida, non come indice di patologia».