Tre paesaggi per scoprire l’umanità

Matteo Failla

Compiere un lungo viaggio in compagnia dei propri attori per approdare alla messa in scena di un’opera di ampio respiro; è stato questo il percorso intrapreso dal regista Cesare Ronconi per creare la trilogia Paesaggio con fratello rotto, in scena dal 29 novembre al 9 dicembre al Teatro Out Off.
La trilogia è composta da tre paesaggi contemporanei molto differenti tra loro e identificati da un titolo ciascuno: Fango che diventa luce, Canto di ferro e A chi esita. Al centro di questi paesaggi si trova “il fratello rotto”, una sorta di umanità contraddittoria che è allo stesso tempo vittima e carnefice.
Ciascuna delle tre tappe nasce come opera conclusa, anche se Ronconi ha deciso di inserirle in un unico grande evento teatrale che coinvolge ben dieci interpreti e offre musica dal vivo. Il testo di Mariangela Gualtieri ha compiuto un percorso simile a quello che hanno vissuto gli attori: le sue parole, ricche di riflessioni, nascono dal vivo delle prove, si sono lasciate guidare dalla forza visionaria della regia.
Già, perché quando si parla di uno spettacolo di Cesare Ronconi non si può certamente fare riferimento alla razionalità per trovare una guida alle visioni che si snodano sul palco, quanto piuttosto è meglio abbandonarsi per poter godere della messa in scena.
«La sua regia non procede mai progettualmente, né razionalmente, ma per intuito folgorazioni, strappi, accensioni - -afferma Mariangela Gualtieri - e soprattutto nel rapporto stretto con gli attori: nel breve tempo di prove, le sei figure in scena sono cresciute in modo per me sbalorditivo, hanno assunto forza, pienezza, urgenza, bravura. Ciascuno porta la fiammella avuta in consegna e la rilancia. So che le parole che ci ho messo io sono su un limite, e forse qua e là cadono: insomma consegno un dono avendo a volte le mani sporche. Ma è solo terra, fango: chi vuole potrà scrollarselo di dosso e lasciare che esse facciano il loro lavoro di parole riverberanti. Questo succede quando si scrive dentro la scena, e si è in qualche modo travolti da ciò che ogni giorno, lì dentro, succede».