triennale, quando architettura fa rima con verde

In occasione della mostra «Green Life», la Triennale organizza un ciclo di sei incontri tutti i giovedì dall'11 febbraio, sul tema dei rapporti tra architettura e verde.

Come la natura interagisce con l'architettura? In che maniera il creato interagisce con il manufatto? Cosa si intende per bioarchitettura? A queste e a tante altre domande risponderanno tutti i giovedì dall'11 febbraio al 18 marzo gli ospiti del ciclo di incontri «Natura e architettura» dedicati agli sviluppi dell'integrazione fra verde e ambiente costruito.
L'appuntamento è il giovedì dalle 18 alle 20 alla saletta Lab della Triennale dove è in corso la mostra «Green Life», organizzata da Legambiente, Ambiente Italia e La Triennale. Gli incontri sono organizzati da Promoverde e Nemeton High Green Tech Magazine, in collaborazione con Legambiente e col patrocinio del Ministero alle politiche agricole, alimentari e forestali.
Questi incontri nascono da una premessa fondamentale: l'architettura ecologica ha imboccato un sentiero preciso che porta alla foresta, alle piante, al verde. Questo elemento, che unisce e sta alla base della maggior parte delle azioni umane è il minimo comune denominatore fra molti settori, tra cui l'alimentazione, agricoltura, paesaggio, architettura sostenibile. Quello che fino a ieri era solo visto come decorazione, oggi è un elemento funzionale imprescindibile nella costruzione per la stabilizzazione dei territori, assume un ruolo importante nell'attuazione del protocollo di Kyoto per la sua capacità di compensazione delle emissioni di Co2, nel progetto architettonico e urbanistico è uscito dal ghetto del «servizio» per entrare a pieno diritto fra gli elementi imprescindibili del costruire.
Ecco allora che la conoscenza specialistica, approfondita della materia e del proprio settore non è più sufficiente, è necessario, se non fondamentale, studiare anche materie che fino a poco tempo fa, si pensava non avessero nessun legame l'una con l'altra. Gli architetti e gli ingegneri devono imparare a conoscere le piante, pena la perdita di commissioni e denaro. Gli agronomi devono capire il mondo dell'architettura e vederlo per quello che è diventato per loro: una nuova e grande occasione di sviluppo professionale. Condividere i saperi, abbandonare i recinti degli interessi di categoria, collaborare, integrare le discipline, è diventato oggi di fondamentale importanza. In questo panorama in continua trasformazione, la formazione e l'informazione degli operatori a tutti i livelli ha un ruolo fondamentale per la gestione del cambiamento.
Calendario degli incontri (Ingresso libero), ore 18:
11 febbraio «Boschi sacri e giardini segreti»
Ne parlano Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia e Paola Maresca
18 febbraio «Hospitable city: la cultura del progetto e il verde». SE ne parla con Luciano Crespi, Politecnico di Milano
25 febbraio «I giardini terapeutici» di Marco Nieri, Bioenergetic Landscapes Laboratory
4 marzo «La terra cruda come materiale per il progetto» ne discutono Andrea Facchi e Barbara Narici
11 marzo «Le biopiscine» con Maurizio Vegini
18 marzo «Nature urbane: giardini verticali e muri vegetali» Anna Lambertini e Daniele Romare