Un trio da 40 milioni (di dischi venduti)

Il loro stile è un insieme di soul, pop, rhythm and blues. Popolarissime fra le teen agers

Quaranta milioni di dischi venduti e ancora tanta voglia di divertirsi. Ecco le Destiny’s Child che, con un ricco palmares di premi (tra l’altro il Grammy per l’album Survivor come miglior gruppo rhythm and blues) non smettono di cavalcare la tigre della moderna black music e stasera saranno al Forum per un concerto all’insegna del tutto esaurito. Beyoncé Knowles (la più popolare, anche per la sua scintillante carriera solista in cui si è rivelata anche attrice), Kelly Rowlands (nota per i suoi duetti), Michelle Williams (la più schiva e appassionata di gospel) sono sempre unite nel proporre la loro colorita miscela di soul, pop, rhythm and blues che caratterizza la loro produzione discografica fino a Destiny Fulfilled. Nel 2002 le abbiamo viste anche ospiti d’onore al Festival di Sanremo e da noi godono di grandissima popolarità. La loro è una musica che fa colpo; suoni ritmati ed eleganti che riecheggiano la disco anni Settanta.
Sono partite nel Duemila dal Texas come quintetto («ma LaTavia e LeToya rovinavano la nostra armonia», ricorda Beyoncé) ragazzine sconosciute e ingenue, e oggi sono sex symbol che fanno sognare al ritmo dei loro brani scatenati o delle loro ballate avvolgenti e maestose. Il loro video Lose My Breath è un tipico esempio della popolarità che raccolgono presso i teen agers. Su una base musicale allegra e scanzonata insegnano alle ragazzine come vestirsi, come muoversi, come conquistare i maschietti più carini. Così le loro canzoni sono diventate superpopolari e loro stesse (Beyoncé in testa) testimonial dei prodotti più diversi, dai profumi ai telefonini. «Così è il successo - dice Beyoncé -, ma il successo non ha cambiato il nostro stile anzi, lo ha rafforzato e reso più personale».
Qualcuno ha azzardato un paragone con le Supremes di Diana Ross. «Loro sono un gruppo mitico - puntualizza Beyoncé -; è vero che noi abbiamo venduto milioni di album, ma dobbiamo fare ancora molta strada per raggiungerle. Piuttosto ci sentiamo più vicine alle En Vogue, ma il nostro scopo è quello di essere originali. Di lasciare una traccia nel mondo del rhythm and blues. Lo facciamo con tutto il nostro impegno e con tutta la nostra anima ma siamo anche in grado di metterci in gioco singolarmente». Un trio che va forte; ma ciascuna delle tre ragazze tiene alla sua indipendenza. «Non ci sediamo sugli allori. Sarebbe facile continuare sempre così, insieme sull’onda del successo. Stiamo insieme ma ognuna di noi è libera di fare le sue scelte artistiche, di incidere i suoi dischi nello stile che preferisce. Questa è la nostra vera forza».