Ue, Napolitano: "Adesione turca fondamentale"

Il capo dello Stato sollecita l’Europa al negoziato con la Croazia e, in
modo particolare, con la Turchia nella prospettiva di un
allargamento dell’Unione europea: "Sia più integrata o sarà il declino". Poi l'invito: "Non sia un legame solo economico"

Napoli - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sollecita l’Europa al negoziato con la Croazia e, in modo particolare, con la Turchia nella prospettiva di un allargamento dell’Unione europea. Pronunciando la lectio magistralis all’Università Orientale di Napoli che oggi gli ha conferito la laurea honoris causa in politiche ed istituzioni dell’Europa, il capo dello Stato ha invitato l'Europa a essere "più unita, più integrata, più consapevole delle proprie virtù e potenzialità, più risoluta ad avanzare anche non tutta insieme": "Altrimenti sarà il declino".

L'invito a Bruxelles Pur riconoscendo le "valutazioni e preoccupazioni" che hanno accompagnato l’allargamento dell’Unione da 15 a 27 "considerato da autorevoli ambienti ed esponenti europeisti come una fuga in avanti", Napolitano ha sollecitato "un chiarimento che deve venire dai vertici dell’Unione quale essa oggi è". "Accanto alle risposte che si attendono dalla Turchia su tutte le materie del negoziato, tocca all’Ue mostrarsi netta e coerente su quel che intende essere - ha continuato il capo dello Stato - una tradizionale alleanza tra Stati, se retta da regole di libero scambio in un mercato più o meno unificato, o un sistema di integrazione fondato sull’esercizio in comune di una sovranità condivisa in campi fondamentali". "Nel secondo caso - ha sottolineato Napolitano - provvedendo a tutti gli adeguamenti necessari per evitare la diluizione e la paralisi della capacità di decisione d’azione dell’Ue, l’adesione della Turchia potrà rappresentare una tappa di grande importanza per l’affermazione e l’espansione del ruolo dell’Europa".

Verso un'Europa unita "O una Europa più unita, più integrata, più consapevole delle proprie virtù e potenzialità, più risoluta ad avanzare anche non tutta insieme, o il declino". È questo il bivio di fronte al quale si trova l’Unione europea secondo il presidente della Repubblica. "Questa volta forse - ha sottolineato il capo dello Stato - prospettare una opzione così drammatica non è fuori luogo e può suscitare una nuova ondata di convinzioni e sentimenti europeistici, può far scendere in campo nuove energie". Il presidente della Repubblica ha ricordato che "l’Europa è rimasta in questi mesi assurdamente sospesa all’incerto consenso di tre, due, uno dei suoi Stati membri per la ratifica ed entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Non può, di fronte a decisioni fondamentali che la attendono, rimanere sospesa al conseguimento dell’unanimità, rinunciando agli strumenti che l’esperienza della costruzione comunitaria e le norme del nuovo Trattato le offrono per andare avanti alla velocità e sui contenuti che una parte importante dei suoi Stati membri sia pronta a definire".