Ultima follia animalista: l’architetto per scimmie

Un’esperta italiana progetta una struttura da 7,5 milioni di dollari: «I primati sono nostri cugini, quindi valgono gli stessi principi delle case umane»

Sono scimmie dorate, rarissime. A loro spetta un privilegio: una gabbia che rispetti i criteri del feng shui, e che allo zoo di Los Angeles costerà sette milioni e mezzo di dollari. Per costruirla si sono rivolti a un’italiana, Simona Mainini. Lei ha iniziato a studiare il feng shui dieci anni fa. È arrivata negli Stati Uniti da Milano, con la sua laurea in architettura. Qualcuno cominciava a parlare di quest’arte orientale che ti dice come disporre mobili, porte, finestre e come orientare la casa per abitare in un luogo armonioso. Dove le energie vitali si sprigionano come «forze positive», che ti fanno vivere meglio. Un’esistenza perfetta. Anche per la sua carriera: l’architetto Mainini si è trasformata in consulente di feng shui, su cui ha scritto un trattato, Feng shui in architecture.
È un’autorità: per questo la città californiana, dove abita, non ha resistito e le ha telefonato: c’è da ristrutturare lo zoo. C’è un progetto: l’ha preparato uno studio di Seattle, The Portico group. Architetti della città del grunge convertiti alla causa della natura, che pensano che gli animali siano come gli uomini. Specialmente quelle tre scimmie rare, un maschio e due femmine, che la Cina è disposta a prestare agli americani per un decennio, al prezzo di 100mila dollari l’anno. I lavori per la costruzione della gabbia sono cominciati a metà febbraio, e l’architetto italiano è finito sui quotidiani statunitensi, dal Los Angeles Daily News al New York Times.
Al telefono, dal suo studio di Los Angeles, non sembra stupita. «Quando sono stata contattata la prima volta, nel 2003, il progetto era di applicare il feng shui a tutta l’area. Poi i lavori sono cominciati in ritardo. L’esibizione delle scimmie è molto ampia: comprende due edifici, di cui uno per dormire, alberi per arrampicarsi e spazio libero per muoversi, oltre a una torre per i visitatori». L’inaugurazione a fine anno. Funzionerà? «Non ci sono codificazioni del feng shui per gli animali. Ma, se ci fidiamo di Darwin, i primati sono i nostri cugini: quindi dovrebbero valere gli stessi principi». Hanno funzionato - racconta - in un maneggio di cavalli arabi: «Molti erano malati, le femmine sterili. Ho analizzato l’edificio e la disposizione lasciava prevedere problemi seri per la salute. Ho consigliato agli allevatori di abbattere il tetto e riscostruirlo. Il tetto è il punto di connessione fra terra e cielo: lì si accumulano tutte le energie di un luogo, il cosiddetto qi. Buttarlo giù è come sollevare il coperchio di una pentola a pressione: tutte le energie negative vengono liberate e se ne catturano altre, nuove». E dopo? «Le femmine hanno partorito l’anno successivo, molti animali sono guariti». Applicare il feng shui alle scimmie sembra quasi normale.
«Ci sono formule precise da rispettare, che tengono conto anche della data di costruzione dell’edificio, della stagione, dell’influenza dei pianeti». E la gabbia delle scimmie, per come era stata progettata, «non poteva funzionare». Lei l’ha spiegato ad amministratori comunali, progettisti e manager, tutti riuniti ad ascoltarla. «L’edificio era orientato male: le scimmie non sarebbero andate d’accordo, ci sarebbero state liti anche violente. O sarebbero state sterili e, per una specie di cui rimangono 10mila esemplari, sarebbe stato un disastro». L’architetto ha consigliato di ruotare l’orientamento di 15 gradi: «Anziché a Nord, doveva guardare a Nord-Est. Secondo il feng shui, l’effetto cambia ogni 15 gradi: ricalcolando il modello matematico dell’edificio, questo movimento avrebbe garantito salute, armonia e fertilità».
Neppure la torre d’osservazione è stata risparmiata: «La porta era in una zona associata a incidenti, qualcuno avrebbe potuto inciampare e far causa allo zoo. Gli architetti non hanno voluto spostarla, così ho consigliato di aggiungere una fontana, che avrebbe diminuito il potenziale aggressivo dell’energia del metallo». Mainini si è rivolta anche al personale dello zoo, per capire le abitudini delle scimmie e distribuire al meglio gli ambienti. Le è toccata una parcella da 4.500 dollari: «Con le scimmie - assicura - abbiamo buone speranze che il feng shui funzioni, meglio che con altri animali».