Ultimatum al Municipio: subito la giunta o tutti a casa

Meno 30 giorni. Tanti ne mancano al commissariamento del Municipio Centro-Est e alla definitiva disfatta del centrodestra.
Solo trenta giorni, ma a partire da lunedì 28 dicembre. Perché ai fini del conteggio fa fede la data della notifica regolarmente recapitata a casa dei consiglieri. È il pacco di Natale con il quale il sindaco Marta Vincenzi diffida il nuovo presidente del municipio, Enrico Cimaschi (Lista Biasotti), e tutti i consiglieri «alla nomina della giunta municipale». Un regalo inviato forse con un pizzico di piacere, a sentire le parole della consigliera leghista Milena Pizzolo che chiede: «Con che criterio il sindaco ha aspettato sei mesi per mandare questo ultimatum se non con lo scopo di far inasprire ulteriormente la situazione?». Situazione peraltro ben documentata nel provvedimento che cita tutti gli appuntamenti che hanno caratterizzato gli ultimi sei mesi del centrodestra nel Municipio più centrale della città che dal Porto Antico sale fino al Lagaccio, sede di scontri con Palazzo Tursi sulla futura moschea. Dal voto di sfiducia che ha mandato a casa l'arancione Aldo Siri il 17 giugno, alla nomina di Cimaschi lo scorso 15 luglio. Senza dimenticare i quattro consigli di municipio che avrebbero dovuto nominare la nuova giunta ma che sono miseramente falliti per assenze, defezioni o voti negativi piovuti direttamente dai banchi della maggioranza che in questi sei mesi non è riuscita a mettere insieme neanche i dodici voti che hanno eletto Cimaschi.
Voti che sarebbero stati comunque insufficienti a creare una vera maggioranza di fronte al centrosinistra che può contare su altri dodici consiglieri da quando il centrista Emanuele Russo (insieme alla compagna di partito Maria Piacentino) ha abbandonato gli alleati di centrodestra (Pdl, Lega, Biasotti, An e Gruppo Misto) per sedersi accanto a Pd, Idv, Verdi e Rifondazione. E anche se sul rientro dell'Udc nel centrodestra pesano i giochi politici intorno alla Provincia, Cimaschi sembra comunque deciso a ritentare il prossimo 20 gennaio.
Perché, «grazie a noi in questi mesi il Municipio ha continuato a lavorare nell'interesse dei cittadini del quartiere», spiega il presidente che aggiunge: «Spero che a gennaio ci sia una nuova giunta». Anche se oggi è difficile prevedere che giunta, dopo che lo stesso Siri ha votato una volta a favore, una contro e in due occasioni non si è neanche presentato. Mentre la Lega, che in origine pretendeva un assessorato, durante l'ultimo consiglio si è presentata con la dichiarata intenzione di votare la terna del Pdl proposta da Cimaschi (Alberto Loi, Elio Salterini e Roberta Bergamaschi). Un segnale positivo ma accompagnato da un monito della stessa Pizzolo a Cimaschi: «Innanzitutto deve uscire dal condizionamento della sinistra».
E qui si aprono nuovi scenari. Perché se da un lato Vincenzo Falcone è convinto che «il centrodestra non è scomparso, si è semplicemente ridotto di due unità», dall'altro lo stesso consigliere non esclude da qui al 20 gennaio «un accordo col centrosinistra su alcuni punti programmatici di interesse comune visto che aiuole e marciapiedi non hanno colore politico». Insomma, guai a parlare di inciucio. Semplicemente un appello ai consiglieri di buona volontà, di cui in pochi parlano chiaramente ma che sembrerebbe l'unica via d'uscita. In caso contrario ci sarebbe lo scioglimento del Municipio con votazione di due terzi del consiglio comunale e la successiva nomina del commissario. Tempi lunghi, o almeno sufficienti a evitare nuove elezioni prima della scadenza naturale del 2012. E per i cittadini la consolazione di non veder sprecato denaro pubblico.