Urla, insulti e lanci di monetine La sinistra assedia Montecitorio

Urla, monetine, insulti e striscioni. La manifestazione di piazza contro <strong><a href="/interni/prescrizione_breve__il_pdl_affretta_lavori_pd_blitz_inaccettabile/politica-governo-pdl-giustizia-paniz-prescrizione_breve-commissione-polemica-opposizione-pd/30-03-2011/articolo-id=514489-page=0-comments=1">il processo breve</a></strong> degenara e i manifestanti impedisce ai parlamentari di entrare a Montecitorio. Riesce a superare il &quot;blocco&quot; la sottosegretaria Daniela Santanchè. Scontro anche in Aula: Fini sospende la seduta dopo un violento scontro con La Russa. E Bersani appoggia la piazza: &quot;Siamo dentro e fuori dall'Aula&quot;. L'esame del testo è slittato a domani. <strong>CONTESTAZIONE</strong>: <strong><a href="/video/montecitorio_assediato/id=montecitorio_30_3_2011?" target="_blank">IL VIDEO
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Roma - Urla, monetine e insulti contro Silvio Berlusconi e il governo. "La situazione sta precipitando", ha detto un commesso della Camera.
Bagarre dentro e fuori dal palazzo. I manifestanti hanno impedito l’ingresso ai parlamentari. E' riuscita a superare il "blocco" la sottosegretario Daniela Santanchè, grazie all’aiuto delle forze dell’ordine che hanno formato un cordone di sicurezza per circondare il palazzo e proteggere l’ingresso principale. Ma, non appena i manifestanti si sono accorti del passaggio dell’esponente Pdl, sono scattati cori al grido "ladri, mafiosi, andatevene", e ancora "vergogna, imputati impuniti". Ma non basta, nei confronti del deputato sono stati rivolti anche pesanti insulti. Poi la stessa scena si ripete con il ministro della Difesa Ignazio La Russa, anche lui trasformato in un bersaglio dalle monetine dei manifestanti. Poi la bagarre scoppia anche in Aula. 

La Russa all'opposizione: "Siete complici dei violenti" "Voi siete complici se non date la solidarietà". E' questa l'accusa che La Russa scaglia contro l'opposizione. "Sono arrivato per verificare perchè non credevo alle mie orecchie. A due metri dall’ingresso del Parlamento c’è uno schieramento di qualche centinaia di persone, con chiaro intento intimidatorio, offensivo, violento", ha aggiunto il ministro della Difesa mentre aumentava il brusio dell’Aula. "Quello che sta accadendo fuori non so se sia frutto della vostra predicazione - ha detto - credo di non averlo mai visto fuori dal Palazzo", ha continuato, sostenendo di essere "meravigliato del fatto che siano arrivati così vicini, a due metri dal portone". Poi ha anche sottolineato: "C’è stata una persona che mi è venuta contro in modo minaccioso", e al brusio che si è levato dai banchi dell’opposizione ha replicato "voi sareste andati a casa". Quindi ha proseguito: "L’ho riconosciuto per l’organizzatore dei fischi a Silvio Berlusconi il 17 marzo. È un organizzazione voluta, una contestazione premeditata alla maggioranza, agli organi costituzionali, al Parlamento"

E Bersani sta con la piazza... "Stiamo combattendo in Parlamento e fuori contro questo colpo di mano della maggioranza e del governo. Oggi Berlusconi è andato a Lampedusa a comprare ville e barche e a promettere miracoli mentre la maggioranza ha fatto in modo di votare una legge per non mandare a giudizio ladri e violentatori". Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, arriva a piazza Montecitorio dove è giunta la protesta di qualche centinaia di cittadini e assicura che le opposizioni daranno battaglia contro il processo breve. "Con tutto quello che sta succedendo nel mondo - sostiene Bersani tra gli applausi - tutto il governo e la maggioranza oggi è in aula per salvare Berlusconi e la Lega che predica rigore e moralità è lì a votare". Bersani ha rivolto un appello a tutte le opposizioni "per fare insieme fronte comune contro lo sfregio alla Costituzione e alla democrazia italiana e nel frattempo oggi hanno fatto nuove nomine in Rai per blindare ancora di più i Tg già ridotti alla televisione bielorussa". Bersani però ha anche chiesto ai manifestanti "di diffondere non solo rabbia ma anche speranza, tenuta e unità". 

Rissa sfiorata con un leghista Momenti di forte tensione al sit-in davanti a Montecitorio quando il deputato della Lega Gianluca Buonanno si è scagliato contro la folla; ma è stato salvato dai poliziotti e dal deputato del Pd Giacomo Portas, che lo ha preso sottobraccio e lo ha calmato. La folla ha cominciato a inveire contro la Lega quando sono comparsi alcuni parlamentari del Carroccio; "vergogna", "Lega nord a casa", "venduti". Buonanno si è avvicinato alla folla, ma Portas, che lo conosce, lo ha preso sottobraccio e pian piano lo ha fatto allontanare parlandogli. A un certo punto si è sentito distintamente un "leghisti di m...". A questo punto Buonanno si è letteralmente scagliato verso la folla. Un gruppo di poliziotti in borghese si è interposto, ma il gesto improvviso ha distratto gli agenti in divisa che facevano da cordone. Alcuni manifestanti si sono allora scagliati verso il deputato del Carroccio, che era stato a sua volta bloccato da Portas: questi lo ha riaccompagnato verso l’ingresso di Montecitorio e "consegnato" a Massimo Polledri, che ha letteralmente trascinato Buonanno dentro il palazzo.