Vaccino, il Comune è in ritardo: a rischio 3mila giorni di lavoro

A Palazzo Marino scoppia la polemica sui vaccini antinfluenzali gratis per i dipendenti. Siamo quasi alla fine di novembre ma quest’anno il Comune non ha ancora rinnovato la convenzione con l’Asl per avere a disposizione gli ambulatori medici. Né ha ancora acquistato le dosi necessarie a difendere dal virus dell’anno i dipendenti. Ad oggi hanno diritto all’anti virus gratuito solo i vigili urbani e gli addetti ai servizi cimiteriali. Gli altri devono aspettare: in tanti si sono rivolti agli ambulatori Asl convinti di aver diritto alla gratuità come negli anni passati ma sono stati rimbalzati. O meglio, possono fare il vaccino, ma per ora pagando come gli altri cittadini.
«Faremo la convenzione - assicura l’assessore alla Cultura della Salute Pierfrancesco Majorino - ma non sappiamo ancora i tempi. Dobbiamo solo comunicare le modalità». Con tutta probabilità l’accordo sarà rinnovato nei prossimi giorni e la macchina vaccinazioni si metterà in moto appena possibile. A carico del Comune le spese per i medici, gli infermieri, le dosi e per il materiale necessario. Majorino promette anche che i vaccini saranno aumentati rispetto al passato: «L’anno scorso ne erano stati somministrati solo 700 ma questo numero di dosi ci sembra insufficiente, quindi puntiamo ad alzare la quantità». Nel 2009, su 16mila dipendenti se ne erano vaccinati 1.750.
In molti tuttavia si lamentano: «Ma cosa aspetta il Comune, siamo già in pieno inverno». In effetti la prima forte ondata di influenza è prevista per dicembre e le vaccinazioni per le categorie a rischio sono già in corso da un mese abbondante. I medici dell’Asl tranquillizzano chi si allarma: «Proseguiremo con le vaccinazioni fino a gennaio». Perché il vaccino diventi pienamente attivo solitamente bisogna aspettare una quindicina di giorni, quindi i tempi per essere «coperti» contro il virus possono ancora essere rispettati. A farsi carico della polemiche sollevate dai dipendenti del Comune è la Lega Nord: il capogruppo Matteo Salvini e il consigliere Luca Lepore hanno presentato un’interrogazione urgente al sindaco Pisapia per sapere se intende far vaccinare i suoi dipendenti o no. «Mentre la giunta invoca l’assistenza gratuita per i clandestini (non viene chiesto mai a nessuno il permesso di soggiorno - sostengono i leghisti -, sopprime la vaccinazione antinfluenzale ai propri dipendenti». Ma al di là dello scontro politico, quello che sta a cuore sia alla Lega sia all’assessore Majorino è il risparmio che i vaccini possono garantire. Risparmio di ore lavorative. Si calcola che grazie alla somministrazione dell’anti virus a più di 4mila dipendenti che stanno a contatto con anziani e bambini si risparmierebbero 3.360 giornate di assenza dal lavoro. «La riduzione della malattia - scrivono nell’interrogazione Salvini e Lepore -, soprattutto tra la popolazione attiva, porta indubbi benefici economici in termini di risparmio di costi per la sanità e l’assistenza pubblica dal momento che l’influenza è una delle cause primarie di assenteismo dal lavoro (10-12%)».
Mentre Milano si prepara, l’influenza australiana (che quest’anno sarà un po’ più blanda rispetto al passato) è sbarcata in Italia. Uno dei tre virus del mal d’inverno è stato isolato a Genova, in un uomo di 46 anni, grazie ai medici sentinella della rete di sorveglianza Influnet.
«Si tratta di uno dei tre virus che ci aspettavamo, l’A/H3N2/Perth, uno dei due ceppi australiani dell’influenza di quest’anno - spiega Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano - Un virus contenuto anche nel vaccino preventivo 2011-2012, che dunque si conferma efficace».