Un vademecum contro il bullismo verrà distribuito in tutte le scuole

È un prontuario che spiega come prevenire il fenomeno e come fare a fronteggiarlo

Varato ieri il «vademecum sul bullismo» che verrà distribuito in tutte le scuole di Milano e provincia. Un vero e proprio prontuario sul quale sono indicate le modalità in cui si sviluppa il fenomeno e i punti di riferimento per affrontarlo. Il primo obiettivo è quello di mettere in condizione gli operatori della scuola a riconoscere quando si verifica un comportamento di prevaricazione nei confronti di qualche alunno. Si indicano quindi le modalità da mettere in atto innanzitutto per prevenire il fenomeno, ma anche come la scuola si deve comportare di fronte a episodi di prevaricazione e, quindi come e quando prendere provvedimenti disciplinari conseguenti. Il vademecum è stato presentato ieri mattina nell’aula magna dell’Istituto professionale Bertarelli alla presenza di esperti e degli aderenti al «tavolo» provinciale contro il bullismo recentemente insediato. Vi partecipano rappresentanti di diverse istituzioni: uffici scolastici, Provincia, Comune, Asl, tribunale per i minori, parrocchie ed enti educativi. Particolarmente significativo l’impegno dell’Asl a combattere questo fenomeno attraverso l’apertura di specifici servizi per fronteggiare l’emergenza. Le scuole, insomma, qualora si trovassero a dover intervenire per rimediare a un grave episodio di bullismo possono rivolgersi a degli esperti pronti a dare a presidi e insegnanti tutta la consulenza necessaria innanzitutto per sostenere le vittime della prevaricazione dei bulli. Punto di forza della strategia per combattere il fenomeno è la cosiddetta educazione dei pari. «Questa battaglia – ha detto Nicola Iannaccone lo psicologo che da vent’anni si batte per fronteggiare questo fenomeno – si vince solo col giusto coinvolgimento di tutte le componenti della scuola. Ma soprattutto con l’aiuto dei ragazzi stessi che possono essere messi in condizione di essere i primi a promuovere una modalità di stare insieme rispettandosi reciprocamente».