Da veleno a must per i vanitosi di tutto il mondo: la strana storia del botulino

Scoperto come veleno nel 1820, approvato come farmaco nel 1989 e poi
rinato come "elisir"» spiana-rughe. Ilbotulino,
celebrato a Milano in occasione del 20esimo anniversario
dalla sua prima autorizzazione come medicinale, da parte dell'ente
regolatorio americano Fda

Scoperto come veleno nel 1820, approvato come farmaco nel 1989 e poi rinato come «elisir» spiana-rughe. È la strana storia del botulino, celebrato ieri sera a Milano in occasione del 20esimo anniversario dalla sua prima autorizzazione come medicinale, da parte dell'ente regolatorio americano Fda. La sostanza vanta oggi più di 20 possibili applicazioni cliniche. Tra queste la più nota: la puntura «antiaging» sempre più gettonata, tanto che nell'ultimo decennio i trattamenti hanno segnato un'impennata del 4mila%.
Nel 1989 - ricorda una nota - la Fda approvò l'impiego della tossina botulinica in medicina per la terapia delle distonie (disturbi di movimento) oculari. Sono seguite quindi indicazioni in neurologia e otorinolaringoiatria, fino a quando - esempio emblematico di serentipity, cioè di scoperta fortuita - il dottor Jean Carruthers osservò che nei pazienti con distonie oculari trattati con botulino scomparivano le rughe della fronte e del contorno occhi. Nel 2002 è arrivato così l'ok all'utilizzo estetico.
Una vera e propria rivoluzione in chirurgia e medicina estetica, che ha progressivamente rubato quote di mercato al vecchio lifting facciale, assicurano gli specialisti. Altro fiore all'occhiello - insieme alla mininvasività, al prezzo accessibile e alla naturalezza del risultato - è anche la reversibilità del trattamento e la garanzia di sicurezza, provata dagli oltre 3 mila studi scientifici che ne costituiscono il pedigree.
«Il botulino, secondo molti sondaggi, è il trattamento più gradito da entrambi i sessi e in tutte le fasce di età previste nelle sue indicazioni - spiega Magda Belmontesi, dermatologa dell'università di Pavia e della Scuola superiore di medicina estetica Agorà di Milano -. E non a caso si parla di un range dai 18 ai 65 anni. Anche persone molto giovani, infatti, presentano segni e rughe legati a caratteri ereditari e a quel particolare tipo di rughe chiamate dinamiche, dovute ad una eccessiva attività muscolare. Segni che in un volto giovane possono costituire un disagio più o meno accentuato», riflette. «Anche gli uomini - prosegue Massimo Signorini, responsabile di chirurgia plastica all'Istituto dermatologico europeo (Ide) - hanno imparato ad apprezzare l'approccio soft che prevede un minore uso del bisturi e un maggiore ricorso ai trattamenti iniettivi. Uomini di tutto il mondo, e negli ultimi anni sempre di più in Asia (Emirati Arabi e Giappone), scelgono la tossina botulinica per il risultato naturale e la velocità d'uso», aggiunge. E, fra le donne, a prediligerla sono narcise sempre più giovani: «Negli anni '90 le pazienti che chiedevano trattamenti al viso erano prevalentemente donne tra i 50 e i 60 anni, oggi ne hanno in media tra i 35 e i 45», conclude l'esperto. Un veleno che tenta tutti, insomma, e che non viene tradito neanche in tempi di crisi.