Venerdì nero dei trasporti Cgil: "Il Paese alle pezze" Brunetta: Epifani Tafazzi

La Cgil scende in piazza dopo che Cisl e Uil hanno firmato col governo una "dichiarazione comune"
sull'arbitrato. Stop di aerei, treni e mezzi pubblici. Oltre 300mila studenti in piazza. Sacconi: "Linea policista"

Roma - Quattro ore di agitazione nel trasporto aereo, marittimo e ferroviario. Si fermano anche i collegamenti pubblici locali. E cortei nelle principali piazze del Paese. Oltre 300mila studenti in piazza. La Cgil scende in piazza e lo fa dopo il nuovo strappo delle altre organizzazioni sindacali sull'articolo 18: Cisl e Uil hanno infatti firmato al ministero del Lavoro una "dichiarazione comune" sull'arbitrato, che punta a un accordo interconfederale che escluda la possibilità di sottoscrivere, al momento dell'assunzione, clausole che riguardino il licenziamento. "Lo sciopero promosso dalla Cgil - ha spiegato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi - si svolge per la prima volta alla vigilia di un’elezione generale nel Paese a conferma della sua motivazione squisitamente politica e collaterale ai partiti di opposizione".

Cortei in tutta Italia Manifestazioni sono previste in moltissime città. In particolare, a Roma è stato organizzato un corteo che da Piazzale Flamino arriverà a Viale Mazzini davanti alla sede Rai, dove si terrà un comizio, mentre a Milano la manifestazione inizierà in piazza Oberdan per proseguire poi in corso Venezia e concludersi in piazza Duomo. In piazza in tutta Italia anche gli studenti delle scuole superiori e degli atenei. Rete degli studenti e Unione degli Universitari fanno sapere in una nota che manifestano "per protestare contro le politiche del governo in materia di istruzione e per mettere al primo posto dell’agenda della politica italiana l’investimento sull’istruzione, che rappresenta la chiave per uscire da questa crisi e per la difesa del nostro futuro". A Roma, gli studenti e i Cobas - il cui comparto scuola oggi è in sciopero - marceranno in corteo da Piazza della Repubblica al Ministero della Pubblica Istruzione, nei confronti del quale si svolgerà un "assedio permanente", come annuncia il sito dei comitati di base.

Trasporti fermi quattro ore Mentre lavoratori della scuola e della funzione pubblica si fermano per l’intera giornata, gli addetti al trasporto aereo, ferroviario, marittimo e locale incrociano le braccia per quattro ore, come chi lavora nei comparti privati e nelle università. Piloti, assistenti di volo e personale di terra di tutte le compagnie aeree e degli aeroporti scioperano dalle 10 alle 14. Alitalia fa sapere sul suo sito che sta predisponendo "misure preventive finalizzate a ridurre l’impatto per i passeggeri". In particolare, sono stati ridotti i voli pianificati per la fascia oraria interessata. La protesta nel trasporto ferroviario si svolge invece dalle 14 alle 18. Trenitalia avvisa i viaggiatori sul suo sito che i treni a lunga percorrenza che subiscono variazioni sono solo due, mentre possono subire cancellazioni o variazioni i treni regionali. Bus, metro, tram e trasporto ferroviario locale, spiega Cgil, si fermano per quattro ore secondo le modalità stabilite città per città. A Milano, Atm fa sapere sul suo sito che l’agitazione degli addetti al trasporto pubblico è prevista dalle 18 alle 22. A Roma, trasporti non garantiti dalle 9.30 alle 13.30, a Napoli dalle 20 alle 24 e a Torino dalle 17.45 alle 21.45, secondo quanto comunicato dalle varie aziende trasporti locali. Interessati allo sciopero anche navi e traghetti che ritardano di quattro ore le partenze, i camion per tutto l’arco della giornata, i porti e le autostrade per quattro ore per ciascun turno di lavoro ed il personale dell’Anas per l’intera giornata. Sciopero per l’intera giornata anche di autonoleggio, soccorso autostradale, autoscuole, trasporti funebri e impianti a fune. 

Oltre 300mila studenti in piazza Sono circa 300 mila gli studenti che oggi con l’Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti scendono in piazza a fianco dei lavoratori con lo slogan: "Le vostre tasse le paga il nostro futuro". Roma e Milano sono le principali manifestazioni ma iniziati e sit in sono stati organizzati in circa 40 città. "Una mobilitazione - spiega l’Uds - che cade in un momento di profonda crisi anche della democrazia del nostro Paese e che non può non vedere l’interesse delle nuove generazioni che avranno l’onere di costruire la società di domani".

Cisl e Uil scaricano la Cgil Per Cisl e Uillo sciopero proclamato dalla Cgil non ha ragione d'essere: l'accordo sull'arbitrato "chiarisce finalmente una questione gonfiata artatamente per ragioni politiche", afferma il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, che si dice "dispiaciuto anche per alcuni politici che hanno gettato benzina sul fuoco. In questa Italia bislacca dominata da un bipolarismo spinto e da forze incapaci di usare raziocinio, che vogliono solo fare confusione, bisogna vedere anche questo. Con questa intesa - sostiene invece Bonanni - voglio protestare contro l'irresponsabilità di taluni che per interessi politici hanno scambiato lucciole per lanterne". Anche per la Uil la contrarietà della Cgil non ha più ragione d'essere: "credo che anche chi non ha firmato debba derubricare l'articolo 18 da iniziative di protesta", dice il segretario confederale Paolo Pirani, secondo il quale l'accordo sull'arbitrato rappresenta "un buon tassello verso relazioni industriali più moderne", e per questo "anche chi non ha firmato dovrebbe farlo".

Sacconi: "Linea policista" "Lo sciopero promosso dalla Cgil si svolge per la prima volta alla vigilia di un’elezione generale nel Paese a conferma della sua motivazione squisitamente politica e collaterale ai partiti di opposizione. Mai il sindacato aveva in passato utilizzato il periodo pre-elettorale", ha sottolineato il ministro del Lavoro denunciando "la linea politicista adottata dalla Cgil" che spiegherebbe "la bassa adesione allo sciopero e il suo isolamento da tutte le altre organizzazioni rappresentative dei lavoratori e degli imprenditori". Sacconi, però, confida che "il superamento del voto regionale cui seguirà un triennio senza elezioni possa determinare una linea più responsabile nella stessa Cgil".

Brunetta: "Epifani come Tafazzi" Guglielmo Epifani "è un Tafazzi»". È il nuovo affondo del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, contro lo sciopero generale della Cgil. "Che la Cgil - afferma Brunetta - risponda ai periodi di difficoltà con 4-5 scioperi generali, mi sembra di una banalità infinita, ma soprattutto di un masochismo, di un tafazzismo assoluto. Epifani è un Tafazzi". Il segretario generale della Cgil che critica il governo, ha detto il ministro arrivando al Forum internazionale di Confcommercio, "è un disco rotto. In un momento come questo, molto delicato, la Cgil non ha altro da fare che uno sciopero generale, che si è trasformato in un flop". Nella pubblica amministrazione, infatti, "siamo sotto il 10% di partecipazione: meno della metà, quasi un terzo, degli stessi iscritti alla Cgil nel pubblico impiego".