Veneto, manager suicida per la crisi: è il terzo

Ieri un manager che aveva avviato le procedure per la cassa integrazione per una parte del personale si è buttato sotto un treno a Castello di Godego (Treviso). Un altro caso a Fontanelle, uno a Padova

Treviso - Tre suicidi per la crisi. Un dirigente d’azienda di 43 anni di Villorba si è ucciso ieri gettandosi contro un convoglio ferroviario in viaggio sulla linea Venezia-Bassano del Grappa, a Castello di Godego. L’uomo, dirigente di un’azienda del luogo che stava per avviare un’operazione di cassa integrazione per una parte del personale, da alcuni tempi era incaricato di mantenere le relazioni con le organizzazioni sindacali. Il dirigente non avrebbe lasciato alcuno scritto per spiegare il suo gesto. Sull’episodio indaga la polizia ferroviaria.

Gli altri casi Mercoledì, sempre nel Trevigiano, si è ucciso invece il titolare di una piccola azienda del legno in forte difficoltà finanziaria a causa della crisi. L’uomo, 58 anni, si è tolto la vita impiccandosi a Fontanelle, all’interno della ditta. Era ossessionato dall’idea che la crisi che aveva colpito anche il suo settore di attività lo costringesse a dover lasciare a casa alcuni dei suoi otto dipendenti. La depressione per motivi familiari sommata alla crisi economica aveva gettato nel baratro anche l’imprenditore edile padovano di 60 anni che si era ucciso il 13 ottobre scorso con un colpo di pistola al petto. Era preoccupato che qualcuno, con cui aveva contratto debiti, potesse far del male ai suoi familiari.