Vent’anni tra sole e tempeste Al Duomo i signori del tempo

«Che tempo farà domani?». Parlare del tempo è il primo hobby nazionale. Siamo un popolo di aspiranti meteorologi. Forniamo sempre una nostra interpretazione di nuvole, acquazzoni e venticelli. Se ne parla ovunque, in ascensore, al bar e per la strada. Il desiderio di prevedere se l’indomani pioverà o ci sarà il sole, è vecchio quanto l’uomo.
Ma per qualcuno è anche una professione e molto seria. Il professor Sergio Borghi, direttore dell’Osservatorio Meteorologico di Milano Duomo, è l’uomo che da più di vent’anni studia il tempo e dice - a ragion veduta - se i milanesi dovranno aprire l’ombrello oppure possono andare al mare.
«Proprio quest’anno festeggiamo i vent’anni della nuova sede in piazza del Duomo - precisa Borghi - ma siamo presenti a Milano da duecento anni con le osservazioni che una volta venivano effettuate in Palazzo Brera».
Le prime rilevazioni meteorologiche iniziarono in città nel 1763, ad opera di Padre Luigi La Grange, astronomo di Palazzo Brera, ma solo nel 1947 l’attività fu affidata a meteorologi professionisti che nel 1972 si costituirono in un vero e proprio Osservatorio. «Poi nel 1983 - continua il professor Borghi - abbiamo deciso di costituirci come associazione autonoma, infine, nel 1987, abbiamo lasciato la vecchia sede per trasferirci qui».
Dietro alle poche parole con cui viene comunemente liquidata la situazione meteorologica c’è infatti uno studio approfondito che va ben oltre le quattro chiacchiere da ascensore.
L’Osservatorio Milano Duomo dispone di due stazioni meteorologiche automatiche per acquisire dati di temperatura e umidità dell’aria, rilevare le quantità delle precipitazioni, valutare la direzione e misurare l’intensità del vento, la pressione atmosferica e la luminosità del cielo.
Le ricerche dell’Osservatorio meteorologico forniscono dati di grande interesse per tutti. Dalla massaia che vuole sapere quando stendere i panni senza rischiare ulteriori risciacquate ai ricercatori universitari.
«Per la costruzione degli edifici ad esempio - spiega Tiziana Poli che fa parte del BEgroup al Politecnico di Milano - è fondamentale la conoscenza dei fenomeni climatici, specialmente per noi che studiamo gli edifici a riscaldamento spontaneo per abbattere i consumi. Per questo abbiamo deciso di avviare una collaborazione con l’Osservatorio meteorologico».
Ma l’impegno dell’Osservatorio è attivo anche sul fronte dell’educazione dei più piccoli, con la collaborazione con Educaria.
L’associazione del professor Borghi è anche un importante partner per le ricerche del Dipartimento di Scienze ambientali della Bicocca. «Grazie alla collaborazione dell’Osservatorio meteorologico di Milano Duomo - spiega Valter Maggi docente all’Università Bicocca - è stato possibile fare importanti rilevamenti all’interno delle grotte ghiacciaie sia in Italia che in Romania». Insomma, vent’anni di successi senza grossi temporali ma sempre alla luce del sole.