Verde, metrò e servizi di quartiere: la metropoli che vedremo nel 2030

Un incremento di 300mila abitanti. Però meno cemento Infrastrutture a 10 minuti per tutti. Le mille pagine del Pgt. Si torna ai livelli degli anni 80 ma le edificazioni sono distribuite meglio lungo tutta l'area urbana, non solo in centro

La Milano del 2030? Più verde e con più servizi (trasporti, asili, scuole, negozi). Disporrà della bellezza di 226 fermate della metropolitana, e ospiterà alcune centinaia di migliaia di abitanti in più. C’è posto per tutto questo in un territorio già fortissimamente urbanizzato? Secondo il Piano di governo del territorio già passato in giunta meno di un mese fa sì: lo spazio per una città più densa c’è, basta andare in altezza. Ed è questa la filosofia edificatoria dello strumento di pianificazione che - dopo decenni di vacanza - manda in pensione il vecchi piano regolatore e torna a disegnare in modo organico - pensato - lo sviluppo di Milano per un orizzonte temporale medio-lungo: vent’anni.
Mille pagine di piano, per spiegare dove e come Milano e le sue infrastrutture potranno attrezzarsi per sopportare il peso di un’altra città dentro la città: 300mila abitanti in più - questo il progetto - senza consumare un metro quadro di suolo libero. Anzi facendo arretrare il «cemento», dall’attuale 73 per cento al 65 per cento del fatidico 2030(nel 1980 era al 60%). I diritti edificatori saranno concentrati nelle aree maggiormente servite dai trasporti, dove l’indice di edificabilità non scenderà sotto l’1.
Aumenterà il verde pubblico: oggi ogni milanese ha virtualmente 13,5 metri di parchi e giardini. I metri quadrati di verde diventeranno 30. Le «oasi» di verde esistente saranno recuperate, ottimizzate e collegate con percorsi ciclabili e «raggi verdi». Accanto a questo verde normale via anche a «progetti speciali» tutti da realizzare.
Sarà più che raddoppiata anche la rete di mobilità pubblica, con dieci linee metropolitane, 192 chilometri e 226 stazioni della metro, contro le 88 di oggi. In più 12percorsi ferroviari urbani. Come dire una rete di trasporto pubblico degno di una capitale europea, e capace di «rottamare» una bella fetta dell’attuale parco-auto, e annessi problemi di viabilità stradale, emergenze inquinamento e allarmi malattie respiratorie.
Stazioni, scuole, asili, alberghi low cost, impianti sportivi, botteghe. La Milano futuribile e un po’ fantascientifica disegnata dal nuovo Pgt comunque non perderà la sua dimensione di quartiere. Anzi negli 88 quartieri proverà a recuperarla. Tanto che l’ambizioso progetto di servire tutti i cittadini con una rete adeguata di possibilità facilmente accessibili si traduce in due numeri: 500 metri e 10 minuti, la distanza e il tempo massimo che in teoria dovrebbe separare ciascun cittadino dai servizi che gli sono necessari.