Vertice Fao, Diouf: "Troppi leader assenti"

La dichiarazione finale del vertice della Fao sulla sicurezza alimentare non contiene obiettivi precisi e
non indica scadenze. La fame può essere sconfitta, ma non si dice né come né quando. L'amarezza del direttore della Fao Diouf 

Roma - Luci e ombre: è il bilancio finale della conferenza mondiale sulla sicurezza alimentare. Jacques Diouf tira una riga e indica i risultati del summit, senza dimenticarsi di ricordare le "ombre". "Questi tre giorni sono stati per noi una tappa importante nella realizzazione del nostro obiettivo comune: un mondo libero dalla fame", ha detto il direttore generale della Fao. Ma la dichiarazione finale del vertice non contiene nessun obiettivo qualificato e non indica nessuna scadenza precisa. In altre parole, la fame può essere sconfitta, ma occorre "agire rapidamente perché i poveri e gli affamati non posso attendere". Al momento, però, non ci sono impegni precisi né scadenze da raggiungere.

L'amarezza di Diouf Il direttore generale della Fao non ha però mandato giù le troppe assenze dei big: "Avrei auspicato che tutti i Paesi presenti al vertice fossero rappresentati dai loro leader", la loro assenza ha ridotto la discussione "al solo livello tecnico". Nella conferenza stampa conclusiva del summit mondiale sulla sicurezza alimentare Diouf si è lamentato del fatto che "se non ci sono i capi di Stato e di governo che possono coordinare gli sforzi, se non sono qui a discutere degli aiuti allo sviluppo e delle problematiche ad essi correlati, siamo andati fuori tema e ridotto la soluzione al solo livello tecnico", mentre la lotta alla fame "è un problema sociale economico e finanziario e oserei dire culturale".

I risultati raggiunti "Abbiamo concordato elementi importanti, il minimo comune denominatore richiesto è stato reggiunto - ha riconosciuto Diouf -. Questo vertice si proponeva innanzitutto di creare un quadro di dibattito per arrivare a soluzioni condivise di fronte a sfide di livello globale e poi di concordare qualcosa e qualcosa appunto si è concordato, nella fattispecie una dichiarazione finale approvata all’unanimità e così si giunge all’obiettivo di un minimo comune denominatore. Difatti - osserva il direttore della Fao -, basta che uno dice no, che non si può raggiungere un livello più alto nel dibattito, vedi quanto sta accadendo a livello dei negoziati sul clima e quanto è accaduto per il negoziato Wto".