Villa okkupata dai punk, la Zona: sgomberate

La palazzina di tre piani ad Affori è di proprietà del Comune, ma da dieci anni gli anarchici se la sono presa abusivamente. Ora una mozione chiede che sia restituita alla città: il vicesindaco è d’accordo<br />

La villa ha tre piani. E’ immersa nel verde del quartiere Comasina Affori, al civico 66 di via Litta Modignani. Chiusa con lucchetti e catene, sorvegliata dai cani. Perché da dieci anni è occupata da un gruppetto di anarchici e punkabbestia. Se la sono presa nel ’98, quando era chiusa per lavori. Prima c’era un centro civico, che peraltro funzionava benissimo. Nel quartiere i “ragazzi di qualche anno fa” lo ricordano bene: i giochi, la musica, il ping pong. Anche adesso servirebbe uno spazio sociale, nel quartiere. Una sede per le associazioni. Invece la “villa okkupata” se la godono gli “anarchici”. Il decennale dell’occupazione lo hanno celebrato a luglio, con festini allietati da gruppi musicali come “logica di morte” o “kalashnikov”: rumore infernale fino all’alba. E poi nella villa non si dilettano solo con l’orticoltura e la musica. Gli “irriducibili” sono sotto lo sguardo attento degli investigatori: si parla di legami con gruppi dell’insurrezionalismo, anche di altre città. La villa è stata al centro di perquisizioni e indagini, e salta fuori ogni volta che qualcuno si mette a giocare con le bombe, come nel 2005. “Se Milano ospitasse il G8 - temono nel quartiere - potrebbe essere usato come base antagonista”. Anche per questo i residenti intorno sono stanchi, e preoccupati. Poi il giardino intorno è abbandonato, ricettacolo di zanzare e insetti. Una giungla inaccessibile di sterpaglie ed erbacce. Nel 2001 il Consiglio di zona aveva approvato una mozione che chiedeva lo sgombero e la destinazione della villa a sede del Centro del bambino maltrattato. Non fu mai ascoltato. Ora un giovane consigliere di Forza Italia, Roberto Rocca è tornato alla carica. Prima ha scritto Palazzo Marino per chiedere che intenzioni avesse il Comune. Gli ha risposto il vicesindaco Riccardo De Corato, facendogli sapere di aver chiesto a prefetto e questore lo sgombero e la fine dell’occupazione abusiva. Il caso rientra nelle fattispecie previste dal “decreto Maroni”, che assegna ai sindaci nuovi poteri diretti di ordine pubblico. Alcuni giorni fa è stata approvata dal Consiglio di zona una mozione che chiede formalmente al sindaco di provvedere “allo sgombero dell'edificio comunale oggi in stato di degrado e che si provveda alla restituzione alla città dell’edificio e del parco attiguo, mediante la ripresa in carico da parte del Comune oppure attraverso l’affidamento ad associazioni (per esempio vi si potrebbe collocare la “Casa delle Associazioni” di zona 9)”. La mozione è stata approvata con il voto favorevole dei consiglieri di centrodestra e del Pd, mentre i sette di Comunisti italiani, Rifondazione comunista, Lista Fo e Verdi hanno votato contro.