Il virus dell’autunno colpisce Milano Finiscono a letto 23mila bambini

A SCUOLA Banchi vuoti nelle aule e assenze in massa a causa dell’enetrovirosi diffusa

«Mamma ho mal di gola». E ancora. «Mi fa tanto male la pancia..». Frasi come queste, i genitori milanesi se le stanno sentendo ripetere in continuazione negli ultimi giorni. Colpa di «un'epidemia autunnale» che ha una causa molto precisa: l'enterovirosi. «Si tratta di un virus che ha costretto a letto 700 mila bambini lungo tutta la penisola - spiega il dottor Italo Farnetani, pediatra e docente a contratto dell'università Milano Bicocca - ma ad ottobre si è diffuso con maggior frequenza in Lombardia rispetto alle altre regioni italiane». Una differenza, seppur lieve, che si aggira intorno ai due punti percentuali (da noi al 12 per cento contro la media nazionale del 10 per cento) ma che a conti fatti, si fa sentire. Ecco le cifre: «Secondo una mia stima - continua il medico - nella provincia di Milano i pazienti under diciotto colpiti dall'enterovirosi sono 78mila, e nella sola Milano ben 23 mila e 500».
Questo virus particolare è presente tutto l'anno ma, tra agosto e settembre, miete più malati, soprattutto tra i più piccoli. «Solitamente il picco si presenta nei mesi estivi, ma quest'anno, a causa delle temperature miti dell'ultimo periodo, si sta facendo sentire di più». Come a dire, «ottobre 2008 segna più la fine dell'estate che l'inizio dell'inverno». E così nelle scuole milanesi aumenta il numero degli assenti che di media lasciano il banco vuoto per circa cinque giorni, ma nei casi più gravi possono perdere anche sette giorni di lezione.
Cominciano con il mal di gola le prime avvisaglie dell'enterovirosi, «anche se non è sempre detto che i sintomi si facciano sentire dalle vie respiratorie». Questo virus infatti, si localizza in tutti gli organi e i disturbi possono variare dal mal di gola, alla tosse fino a problemi gastrointestinali. «In questi giorni ho visitato molti bambini che accusavano nausea, vomito e avevano poco appetito». E allora che fare? «Per prima cosa non bisogna mai forzarli a mangiare, ma al contrario, bisogna assolutamente evitare che si disidratino». Spesso infatti, i dolori addominali vengono seguiti da una diarrea acquosa che può causare la perdita di molti liquidi, soprattutto nei più piccoli. Il consiglio del pediatra: «Fare scorta della bevanda preferita dai baby malati e somministrargliela a piccoli sorsi, magari aiutandosi con un cucchiaino o con la cannuccia». Da evitare, invece, i farmaci anti vomito, «a meno che - chiarisce Farnetani - sia stato lo stesso pediatra a consigliarli».
Si contrae come un banale raffreddore l'enterovirosi e nonostante gli effetti, anche piuttosto pesanti, guarisce da sé. Spesso però, a causa degli intensi dolori addominali accusati dai bambini, c’è il rischio di scambiare il virus per l'appendicite. «Nel dubbio io consiglio sempre di non drammatizzare: se il dolore passa in un'ora allora è da escludere che si tratti di qualcosa di grave, se invece persiste, allora è meglio andare al pronto soccorso». Un altro trucco: «I crampi causati dal virus di solito portano il piccolo a dimenarsi nel letto, il dolore per l'appendicite, invece, li paralizza».
Da qui l'idea della cosiddetta prova del salto: «se il bambino, nonostante il dolore riesce a saltare non si tratta di appendicite, altrimenti, è meglio correre dal medico».
Dall'Asl ricordano ai genitori che per evitare di intasare i pronti soccorsi cittadini quando non riescono a rintracciare il proprio pediatra, possono rivolgersi agli ambulatori di continuità assistenziale aperti dalle otto alle venti, anche il sabato e la domenica. Si può accedere a questo servizio, inaugurato lo scorso aprile, telefonando allo 02/34567; toccherà al medico che risponde alla chiamata decidere se inviare un dottore al domicilio o indirizzare i genitori verso l'ambulatorio più vicino.