Web, Italia amore mio canzone più parodiata

Spopolano in rete le versioni "taroccate" della canzone di Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici. Ha inizato Radio Deejay, hanno proseguito gli Elio e le Storie Tese e poi decine di cantanti improvvisati. Più di centoventimila gli accessi: un tormentone, quasi due dischi di platino 

Milano - L'importante è che se ne parli. Se la filosofia di Emanuele Filiberto era questa, più mussoliniana che sabauda a dire il vero, il vincitore è senza dubbio lui. Il rampollo della reale schiatta ha scalzato anche il giovanilismo di Valerio Scanu e in rete impazza: alla faccia di monarchici, repubblicani, fan di talent show e orchestrali pasionari. Fosse arrivato primo sarebbe stata una rivoluzione, roba da mandare in tilt server e bande larghe.

Il principe del web: disco di platino al rovescio Internet ha posto sul capo del più giovane dei Savoia una corona di spine. Basta andare su Youtube e cercare la canzone del trio Pupo-Emanuele Filiberto-Canonici per farsene un'idea. La versione originale è praticamente introvabile, dispersa in un florilegio di parodie dissacranti più o meno blasonate. Una delle prime a comparire è la cover confezionata dal programma di Radio Deejay. Interpretazione caustica (eufemismo) del principesco testo, in cui il celebre ritornello si trasforma in "ce ne andiamo in trio" (le altre rime sono facilmente immaginabili e difficilmente citabili). Gli accessi, sommando i vari video, veleggiano ben sopra i centoventimila: se fossero dischi venduti saremmo ben sopra il disco di platino.

Parodie professionali e amatoriali Ma non basta. Dopo Radio Deejay è toccato agli Elio e le storie tese sbizzarrirsi con Italia amore mio. Il gruppo milanese, come da tradizione, ha sfornato una cover immaginifica e visionaria che spazia  dalle atmosfere western a Innuendo dei Queen. E si bissa, anche questo un tormentone, lanciato da Parla con me di Serena Dandini e ripreso subito da rete e social network.

Casini: "Non lo ricandiderei" Una conventio ad escludendum. Persino Casini, il padrino politico di Emanuele Filiberto, ci ripensa. "La canzone è un atto d’amore verso l’Italia, questo è una aspetto positivo", ammette il leader dell'Udc, "il ragazzo è più sveglio di quello che sembra. L'ho candidato perché mi aveva fatto una buona impressione, ma non ripeterei la scelta perché siamo stati molto criticati".

Un virus contagioso Un tormentone che schizza dalla tv ai quotidiani, da Youtube fino agli status di Facebook, passando anche per il Transatlantico. Un virus 2.0 che ha contagiato tutta la rete: sono moltissime le parodie di illustri sconosciuti che hanno impugnato il microfono per sbertucciare il trio e su Facebook la pagina dedicata agli orchestrali in rivolta ha quasi raggiunto le settantamila adesioni. Un plebiscito al rovescio. Ma, in fondo, l'importante è che se ne parli e qui addirittura si canta.