Xbot, robot antropomorfo Balla, osserva e usa le mani

Presentato ieri dopo due anni di lavoro. Nel 2008 si potrà acquistarlo

Marco Mastrorilli

Dal nastro trasportatore ai bracci meccanici per l’industria, dall’aspirapolvere intelligente al tagliaerbe automatizzato. La robotica, nell’arco di soli dieci anni, ha fatto enormi progressi: applicata prima entro confini prettamente industriali o di ricerca, il presente offre soluzioni di ingegneria disponibili anche per la casa.
Presente e passato, d’accordo, ma quale futuro ci riserva il progresso tecnologico? Il primo assaggio, lasciando stare per una volta il Giappone, nasce proprio a Milano e si chiama «Xbot». Presentato nel laboratorio interattivo dedicato alla robotica del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, il piccolo robot antropomorfo possiede caratteristiche prettamente umane. Oltre a camminare, è dotato di una gestualità complessa, è capace di esprimere emozioni ed interagisce con il pubblico, dimostrando le proprie potenzialità di fronte agli sguardi attoniti dei bimbi e dei genitori. Come se non bastasse, è dotato di riconoscimento visivo, balla addirittura il twist, e riesce a maneggiare oggetti relativamente piccoli. Il prototipo Xbot infatti, frutto di quasi due anni di progettazione e assemblaggi, è alto 43 centimetri e pesa intorno ai tre kilogrammi. «Nato da un progetto societario dedicato esclusivamente all’intrattenimento - assicurano i due soci fondatori, Stefano Avenia e Diego Balconi - l’evoluzione di Xbot potrà arrivare nelle case degli italiani entro i primi mesi del 2008, con un prezzo indicativo di mille euro». «NiceOne», questo il nome del futuro Xbot, possiederà una vista stereoscopica di quello che lo circonda, permettendogli quindi di avere un senso della profondità più realistico. Inoltre, rispetto all’attuale «equilibrio statico» (ossia un equilibrio garantito solamente da una buona progettazione), il discendente di Xbot ne possiederà uno dinamico, avvicinandolo di molto al senso di equilibrio umano. Infine, se Xbot viene gestito attraverso due cavi elettrici, NiceOne sarà completamente svincolato da questa limitazione, operando tramite Wi-Fi (un collegamento radio senza fili) in ambienti anche spaziosi, come esposizioni o fiere.
Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia «Leonardo da Vinci» oltre a mettere a disposizione dei più piccoli i propri laboratori per stage formativi, vanta uno spazio espositivo di quarantamila metri quadri. Le collezioni e i laboratori del museo tecnico, organizzati in Dipartimenti, sono: Dipartimento Materiali, Trasporti, Energia, Comunicazione e Leonardo, Arte e Scienza. Soventi sono inoltre i dibattiti sulle nuove frontiere in materia di biotecnolgia, genetica e robotica, prediligendo un approccio informale nei laboratori interattivi come strumento per attivare il confronto e la discussione.

(www.museoscienza.org)