Yara, il pm: "Non convalidare il fermo di Fikri" Continuano le ricerche: svuotato un laghetto

Sentito nuovamente il 22enne marocchino accusato dell’omicidio. Il pm: "Non ci sono indizi sufficienti per tenerlo in carcere". L'intercettazione era tradotta male. Il giovane sarà scarcerato

Bergamo - Un altro colpo di scena. Il pm di Bergamo, Letizia Ruggeri, al termine dell’udienza di convalida del fermo del marocchino Mohamed Fikri indagato per la scomparsa di Yara Gambirasio, non ha chiesto la custodia cautelare in carcere in quanto, con il passare delle ore, non vi sarebbero più indizi di gravità tale da richiedere la custodia cautelare. Il pm ha comunque chiesto la convalida del fermo di sabato scorso ritenendo sussistenti i presupposti. Si profila la scarcerazione del marocchino nelle prossime ore.

L'intercettazione A convincere il pm nel suo cambiamento di rotta anche la traduzione di una frase pronunciato da Fikri che, in un primo momento suonava come: "Allah mi perdoni, non sono stato io a ucciderla" e che, ad una nuova valutazione suonerebbe come una semplice imprecazione. Il pm avrebbe comunque difeso l’opportunità di fermare il giovane asserendo che c’era una situazione indiziaria tale da richiedere 48 ore per valutare l’esistenza di indizi a carico di Fikri.

La decisione Secondo l’accusa il fermo messo in atto sabato sera, quando è stata bloccata una nave diretta in Marocco, è legittimo, perché vi erano elementi tali da fare ritenere che il 22enne stesse fuggendo. Dopo averlo ascoltato, però, la stessa accusa si sarebbe ricreduta nel modo in cui il giovane muratore ha fornito una versione senza sbavature. Il marocchino ha detto di avere già acquistato in precedenza il biglietto per il viaggio in Marocco, inoltre ha spiegato l’intercettazione in cui si rivolge ad Allah dicendo che era una sorta di imprecazione e non aveva attinenza con il sequestro e l’omicidio della 13enne bergamasca. Quindi quelli che solo sabato sera sembravano gravi indizi di colpevolezza oggi non basterebbero, secondo la stessa accusa, per giustificare la detenzione in carcere. Sarà il gip Vincenza Maccora, domani, probabilmente in mattinata, a decidere sulla sorte giudiziaria del giovane, ma la scarcerazione appare evidente.

Le ricerche I vigili del fuoco sono al lavoro per dragare e svuotare un invaso d’acqua vicino al cantiere edile di Mapello, dove avrebbe lavorato anche il marocchino fermato l’altro ieri e dove si perderebbero le tracce di Yara. I vigili sono arrivati in quell’area dopo una delle tante indicazioni che arrivano dagli inquirenti. Non sembra al momento, comunque, che le ricerche abbiano portato a qualche risultato. Sono ancora in corso le operazioni per controllare l’invaso d’acqua. I Vigili del fuoco hanno infatti deciso di eliminare completamente l’acqua. L’invaso è largo una ventina di metri ed è profondo un metro vicino alla riva e quattro metri nella parte più profonda. I lavori non si sono interrotti neppure con il buio.